Kim Dotcom è online. La proposta è “seria”, concreta, massiccia e funzionale. Tutto sembra voler tornare come prima. Forza, Italia (casuale): pronti per l’ennesima censura?
Finché a dirlo sono io che la censura online non serve a niente, posso accettare l’aria di sufficienza e qualche epiteto. Ma se, invece, lo dicessero degli autorevoli studiosi, come la metteremmo?
Prepararsi al grande ritorno di Megaupload, dice Kim DotCom mentre aspetta di essere giudicato dalle autorità USA. Ma stavolta il fondatore ha intenzioni diverse: vuole tutto cifrato.
Chiuso il caso Netlog NV vs. SABAM, con pronuncia a favore della prima: l’obbligo di monitoraggio e sorveglianza non può essere attuato, sarebbe in contrasto con la Direttiva UE sul Commercio Elettronico. I dettagli
La Baia dei Pirati lancia i “Physibles”, file scaricabili per stampare oggetti 3D. Alcune fonti italiane ne parlano, dimostrando esse stesse di aver aggirato la censura. Ma che paese è l’Italia? Nessuno se lo chiede?
Il pericoloso e insidioso «emendamento Fava» non c’è più, per fortuna. Ma non ci adagiamo sugli allori: cogliamo l’occasione per riflettere e far sì che cose del genere abbiano sempre meno spazio per verificarsi. Il modo per farlo c’è, eccome
(UPDATE) Si, Megaupload è stato chiuso. Ma la domanda sorge spontanea: che l’hanno chiuso a fare se ce ne sono altri cento che fanno la stessa cosa, e anche peggio? Da cosa si vuol deviare, piuttosto, l’attenzione pubblica?
Monta la censura in Iran: nuove regole detteranno schedatura e sorveglianza strettissime. Inoltre, il paese ha intenzione di sostituire la “sua” Internet con una Intranet, censuratissima e controllata
Si, si può dire che la sentenza UE possa considerarsi “storica”: basta con l’imposizione dei filtri ai provider Internet, non sono costoro a dover agire da sceriffi. Molti pareri positivi, lacrime di coccodrillo per alcuni
La britannica Internet Watch Foundation ha autorizzato i provider a bloccare il celebre sito di condivisione di file. L’azione, però, è stata più forte del previsto: per bloccare un link, hanno censurato l’intero sito
Alcuni cittadini di Alessandria hanno aperto una pagina sul social network per condividere con la popolazione informazioni aggiornate sui fiumi e le condizioni del territorio, ma le istituzioni locali li accusano di aver generato allarmismi
C’è maretta in Gran Bretagna, per sottrarre potere al Digital Economy Act e alla sua singolare possibilità di dispiegare censure sul Web. Ci provano, tentando di emendare tutt’altra norma
La celebre enciclopedia libera online torna in servizio: un avviso spiega la situazione e avverte che non si sa se “sia ormai scongiurato questo panorama, che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia”
Si può ancora tollerare un’ingerenza così invasiva sulla Rete (e non solo) da parte di una classe politica che sembra avere tutto a cuore fuorché l’autentica ricrescita del paese? Evidentemente si, perché nessuno si muove, o quasi