Riflettere sul futuro mi stimola a guardare in faccia la realtà, a prendere atto di come vanno le cose e a voltare pagina. Ecco lo scenario visto dai miei occhi e cosa intendo fare.
Opinioni – Un coinvolgente pezzo di Fabio Fornasari, architetto, spinge ad esaminare una diversa possibilità di percepire i segnali culturali dalla Rete: bisogna provare ad «ascoltarla».
Ci sarà mai una vera convergenza tra reti mobili e reti fisse? Alla luce degli attuali piani tariffari per Internet, sembra piuttosto si tenda a mantenerne la redditività, altro che.
Chi ha detto che la privacy non è importante? Chi dice che non ha nulla da nascondere? Dagli studi di autorevoli analisti non sembra proprio che la gente la pensi tutta così, tutt’altro.
Mega è di nuovo integralmente in servizio. Compreso motore di ricerca. C’è già di tutto e il materiale aumenta di ora in ora. Che fare? Censura oppure farsi qualche domanda?
Kim Dotcom è online. La proposta è “seria”, concreta, massiccia e funzionale. Tutto sembra voler tornare come prima. Forza, Italia (casuale): pronti per l’ennesima censura?
Finché a dirlo sono io che la censura online non serve a niente, posso accettare l’aria di sufficienza e qualche epiteto. Ma se, invece, lo dicessero degli autorevoli studiosi, come la metteremmo?
Nasce un sito il cui nome è già il programma: Osservatorio sulla Censura di Internet in Italia. Basta leggerlo per rendersi conto di come a palazzo si sia capito ben poco di Internet.
Twitter sta iniziando – naturalmente dagli Stati Uniti – a dare la possibilità di scaricare l’archivio dei propri cinguettii, come a suo tempo aveva promesso. Italia? Ancora nulla, per ora.
Venerdì scorso si sono chiusi i lavori del tavolo di lavoro tra ITU, 193 paesi del mondo e relativi operatori di rete, tenutosi a Dubai. Risultato: quasi un nulla di fatto. Tanta carta, nessun vincolo, in pratica: ognuno faccia un po’ come vuole, o quasi.
Dalle pagine del Wall Street Journal emerge la posizione sul tema di Andrew McLaughlin, ex funzionario Google e collaboratore dell’Amministrazione Obama. Con parole di fuoco.
Mohamed Al Ghanim, Director General, Telecommunications Regulatory Authority (TRA), UAE, durante il 5° giorno di incontri al WCIT 2012 (click per ingrandire)
Mohamed Al Ghanim, Director General, Telecommunications Regulatory Authority (TRA), UAE, durante il 5° giorno di incontri al WCIT 2012 (click per ingrandire) | Leggi
Diversi paesi autoritari, in sede di dibattito al WCIT, pare abbiano chiesto un maggior controllo su nomi a dominio, indirizzi, DNS. Per una Internet sempre migliore.