Mi conforta il fatto di non essere per niente il solo, ma lo dico con chiarezza: secondo me Windows 8 non attecchisce per niente come lo Zio Steve (Ballmer) vorrebbe. E lo credo bene.
Ecco un’altra lettera aperta che scrivo a un mio interlocutore ideale: Internet. Perché sono certo che qualcosa ancora si possa fare, ma non c’è tempo da perdere.
A Mountain View dimostrano di nuovo abili capacità teatrali: come vestire da sottomissione e mascherare da ottemperanza una operazione di marketing bella e buona.
Il ventilato approfondimento dei rapporti tra Apple e Yahoo! al fine di fornire ulteriori contenuti su iOS è da guardare con una certa circospezione: privacy ancora più a rischio.
Che faccio? Me la compro WhatsApp? Questo pare il dubbio di Google, secondo alcune fonti. E a ben riflettere, il gigante del Web avrebbe tutto da guadagnare e nulla da perdere.
Tanti pensavano che finalmente Facebook lanciasse il «suo» smartphone, invece no: è una App. Be’, un po’ più di una App: si appropria del tutto dell’apparecchio. E non solo.
Se Google ti fa gli auguri di compleanno con un logo diverso dal solito, non devi stupirti: sa chi sei, quando e dove sei nato/a, e molto, molto altro. Anche se non glielo hai mai detto.
La posizione di Tim Berners-Lee mi lascia piuttosto perplesso: la sua visione, certamente geniale, appare filosoficamente condivisibile, almeno a me. Ma la realtà? Quella vera?
Molti sono caduti nel tranello dei titoli che significano «concorrenza o sfida a Google», ma non è affatto così. Istella non concorre e non sfida: piuttosto, aggiunge qualcos’altro.
Che istella, il motore di ricerca made in Tiscali, sia online l’avrete già letto da qualche altra parte. Ciò che manca, forse, è qualche altra considerazione, di tutt’altro ordine.
Chi pensa a un BlackBerry 10 non lo fa con lo stesso schema mentale di chi pensa ad Android o iOS. C’è un abisso. Tra non molto, avere questi ultimi sarà da sfigati. Vedrete.
Scontenti delle modifiche al diario di Facebook? Tanto peggio: adesso modificherà anche il flusso notizie. Mentre affila le armi con il reverse behavioral e con gli annunci video.
Editoriali – Antonello Soro, garante privacy italiano, sostiene la lotta dei garanti privacy contro Google: occorre un’azione forte e decisa, anche repressiva. Ne va di cittadini e imprese.