iTunes, via il DRM? Forse: non è detto che le major concordino
Bologna – “L’aria è quella”, si direbbe nella capitale d’Italia, ma è ancora presto per stappare lo spumante. Apple ha non solo tolto da iTunes la maggior parte dei brani protetti da DRM, ma ha addirittura apposto dei tag specifici sui brani privi di protezione: un chiaro indice del desiderio di rimuovere lacci e lacciuoli comunque di ostacolo all’impiego «commerciale» di iTunes.
Il pubblico lo desidererebbe, eccome, anche a costo di sopportare il proprio indirizzo email codificato nei brani. Si può, dunque, considerare il 2009 quell’anno in cui sarà morto il DRM? Anche se in Italia sembrerebbe proprio sia così, anche se da qualche giorno è possibile scaricare brani su iPhone non solo dal WiFi ma anche via rete cellulare, come ricorda Slate le major sono là che minacciano: se ad Apple a suo tempo è stato concesso di costruire questo gigantesco catalogo è perché, sempre a suo tempo, sono state offerte determinate garanzie.

DRM: un lucchetto a combinazione
Passi l’aver reso modulare il prezzo in funzione della popolarità, ma aspettarsi che il DRM sparisca del tutto in men che non si dica dallo scenario digitale, secondo molte fonti non sembra attendibile. Le major lo hanno detto chiaramente: se volete togliere la protezione, potete farlo, ma i prezzi debbono diversificarsi.
La battaglia, dunque, non è affatto finita e tutto lascia pensare che resti attiva: senza considerare che tutto il segmento underground, sempre impegnato su tutti i fronti per superare le protezioni, lavora incessantemente ricordando la sostanziale inutilità di questa battaglia. Qualunque concetto di protezione ricorda molto un lucchetto a combinazione: le combinazioni non sono mai infinite, al punto che c’è chi, nel parlarne, ci dedica un intero blog.
Floriana Savoldi Maraini
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