L’inopportunità di alcuni tavoli di potere: parola ad Assoprovider

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 05/03/2009
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Roma – La vicenda delle varie proposte di legge avanzate dal Governo in tema di Internet è tutt’altro che conclusa. Ha preso infatti posizione Assoprovider, stabilendo le distanze dai più recenti testi, quali l’emendamento D’Alia al DDL Sicurezza e i DDL Barbareschi e Carlucci.

“Le conseguenze derivanti dall’applicazione di tali disegni di legge sarebbero gravissime: perdita di diritti civili e costituzionali, adozione di pratiche di censura, obblighi identificazione preventiva, attribuzione di compiti di polizia ad entità private”, si legge sul comunicato di Assoprovider.

Le proposte di cui Assoprovider contesta l’opportunità e il senso stesso sono state prese in esame più volte, sia sulle pagine di questo Blornale sia da esperti della Rete e del diritto. Il coro comune, il termine primo che emerge da ogni lettura è sempre lo stesso: sono tutte note stonate.

“Per contro tali misure si rivelano del tutto inefficienti nel perseguire lo scopo che si prefiggono: infatti per sua stessa natura la rete internet consente sempre agli utenti la costruzione di meccanismi di elusione non appena esista anche un solo nodo fuori dal controllo del censore, figuriamoci quando i nodi fuori dal controllo sono quelli di intere nazioni”, continua la nota di Assoprovider. Chiarissimo il riferimento ad episodi come quello in cui è incorsa l’Italia, all’atto della (pseudo)censura applicata contro The Pirate Bay: una vicenda nata, vissuta, morta e sepolta, dopo aver sollevato gran polvere, senza produrre alcun risultato apprezzabile.

Nonostante i tentativi di tranquillizzare i netizen, la blogosfera o, comunque, il «popolo della Rete», i cittadini sono ormai poco propensi a credere alle semplici parole, forti delle ormai numerose, analoghe esperienze passate. Vorrebbero, invece, che le determinazioni di coloro che hanno eletto fossero più realistiche, più coerenti, in una parola fossero obbiettivi ragionevoli e raggiungibili.

Per questo la nota di Assoprovider incalza: “Quando si tratta di internet sembra invece che le libertà fondamentali degli individui passino in secondo piano rispetto alla ricerca esasperata di un controllo che non si riesce ad ottenere”. Sono quelle libertà individuali che seguono, inspiegabilmente, percorsi totalmente diversi a seconda se riguardino la vita reale in carne ed ossa o la vita di Rete.

Assoprovider conclude augurandosi che i parlamentari, tanto quelli al governo che all’opposizione, respingano questi dibattuti disegni di legge, che esporrebbero l’Italia a sanzioni internazionali, accuse di censura ed attenzioni mediatiche a carattere mondiale senza risparmio alcuno.

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