Francia, il Senato approva la dottrina Sarkozy

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 14/05/2009
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Roma – Ha incassato anche il via libera del Senato francese la proposta di legge anti-pirateria Sarkozy-Olivennes, che a questo punto – per diventare legge e instaurare un regime di terrore presso gli utenti – deve solo recare, in calce al testo, la firma del presidente francese. Che certamente non rifiuterà di siglare un provvedimento di cui è stato padre e strenuo promotore.

Il voto favorevole ottenuto martedì dalla loi Création et Internet è stato seguito ieri da un’approvazione espressa da 189 senatori favorevoli. I voti esplicitamente contrari sono stati 14, 109 gli astenuti. Semaforo verde, dunque, all’attività dell’HADOPI, l’Authority indipendente chiamata a redarguire con la disconnessione coatta gli utenti che, dopo due ammonizioni consecutive (una via e-mail e una successiva per raccomandata), nello stesso anno si saranno resi colpevoli di violazione del diritto d’autore per aver scaricato da Internet contenuti non autorizzati.

Alla disconnessione, come noto, si aggiungerà la possibilità che l’utente sia comunque tenuto al pagamento dei canoni che avrebbe dovuto corrispondere al provider fino alla naturale scadenza contrattuale, anche se privato anzitempo della connettività.

La sede del Consiglio Costituzionale

Parigi: la sede del Consiglio Costituzionale

Ma esiste ancora una flebile speranza: il discusso provvedimento dovrà superare il parere del Consiglio Costituzionale richiesto dalle associazioni dei Consumatori e dall’opposizione, che hanno definito il provvedimento “liberticida” perché contrario alla libera circolazione delle informazioni. La sua applicazione comporterebbe infatti, ai fini dell’identificazione degli utenti presuntamente colpevoli di violazione del copyright per téléchargement illégal, un’approfondita attività di analisi – da parte della polizia – di tutto il traffico Internet in circolazione tra gli utenti (in barba alla loro privacy). Che, per inciso, non consiste solamente nello scambio di file attraverso soluzioni peer-to-peer, ma riguarda tutto ciò che transita dalle connessioni private degli utenti. Un impegno tecnicamente mastodontico che molti ritengono praticamente irrealizzabile.

Malgrado il provvedimento vada in direzione opposta allo stop imposto dal Parlamento Europeo al Pacchetto Telecom e all’emendamento 138 che riconosce l’accesso alla Rete come un diritto fondamentale per i cittadini, Viviane Reding – commissario europeo per la società dell’informazione e i media – ha affermato, tramite il portavoce Martin Selmayr, che la dottrina, benché non gradita, non va contro il  diritto europeo:”Ci sono probabilmente dei problemi con l’HADOPI riguardo al diritto nazionale, ma spetta alla giustizia francese decidere. Non ho indicazioni  da dare su violazioni del diritto comunitario europeo e non vedo nulla nell’emendamento 138 che possa modificare questa situazione”, perché “un emendamento a una direttiva europea non può modificare la divisione di competenze tra UE e Stati membri, ne’ estendere il campo dei diritti fondamentali europei alle decisioni nazionali”.

L’esito positivo dell’iter seguito dalla proposta Sarkozy-Olivennes potrebbe avere ricadute ideologiche anche in Italia, dove la libertà di utilizzo della Rete è già sotto la minaccia di proposte di legge non esattamente inclini al rispetto della libertà di espressione degli utenti

Dario Bonacina

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