Google Wave, la comunicazione digitale riparte da qui?
Milano – Novità annunciate come rivoluzionarie si preparano ad investire Internet: mentre a Redmond Microsoft dà alla luce Bing, a Mountain View Google annuncia l’arrivo di Wave. Ma se il primo si propone come erede di Live Search e competitor dei più blasonati search engine, il secondo – sviluppato dall’azienda oggi leader proprio in questo settore – è l’ennesima dimostrazione che Google vuole allargare i propri confini e passare dal ruolo di motore di ricerca (da cui tutto è partito nel 1998) a motore del web.
Wave, per le sue caratteristiche, appare infatti l’interpretazione del social network secondo il gruppo di Mountain View: presentandolo a San Francisco in occasione di Google I/O, la conferenza dei developers, Lars Rasmussen (Software Engineering Manager dell’azienda) ha mostrato una piattaforma interattiva che attraverso un’unica interfaccia offre e-mail, instant messaging e content sharing. “I due principali strumenti usati oggi per la comunicazione digitale, e-mail e instant messaging, sono nati negli anni ‘60. Da allora sono state inventate tante differenti forme di comunicazione: blog, wiki, documenti collaborativi. E computer e reti di comunicazione hanno avuto una forte evoluzione”, ha spiegato Rasmussen, aggiungendo che in questo settore “è giunto il momento di andare oltre”.
La novità rappresentata da Google Wave – ha precisato Lars Rasmussen – consiste nel conversation stream, ossia in una sorta di flusso multimediale di comunicazioni con funzionalità collaborative. “Con Jen (il fratello di Rasmussen con cui aveva lavorato allo sviluppo di Google Maps, ndB) abbiamo cominciato a parlare un paio di anni fa di come sarebbero state le e-mail del futuro e ci siamo resi conto che non c’era motivo di mantere le conversazioni separate da video, audio e immagini”, ha raccontato Rasmussen, anticipando a grandi linee l’essenza del funzionamento di Wave.
Il che significa, ad esempio, che un utente potrà pubblicare un messaggio corredato di altri contenuti (testi, immagini, video, mappe, link), aprendo una conversazione – pardon, una Wave, ossia un’onda – che potrà essere condivisa con altri utenti (invitati a partecipare), i quali potranno a loro volta contribuire al suo ulteriore sviluppo, alla stessa stregua di un documento condiviso su Google Docs tra più persone che possono apportare in tempo reale i propri contributi. Interessante, tra le varie feature, la funzione di playback, che consente di rivedere le evoluzioni step-by-step della conversazione ed eventualmente di creare una sorta di punto di ripristino per consentirne la continuazione con uno sviluppo differente.
Gran parte del carattere innovativo della piattaforma dipenderà da come gli sviluppatori realizzeranno le applicazioni aggiuntive utilizzando open API per rendere Wave interoperabile con altre aplicazioni web, ma Google non nasconde grandi ambizioni per il suo nuovo progetto, lasciando intendere che Wave potrebbe trovare applicazione, oltre al social networking, anche in ambienti business per funzionalità di project management.
Proposto inizialmente solo ad un selezionato novero di developers, Wave sarà accessibile al pubblico tra alcuni mesi. Nelle intenzioni del gruppo di Mountain View vuole essere una rivoluzione nel mondo della comunicazione digitale: sarà in grado di conquistare coloro che oggi non possono fare a meno di Facebook, Twitter e FriendFeed? Riuscirà a relegare nell’ombra i fenomeni nascenti come Blerp?
Nel video a seguire, la presentazione di Google Wave con Lars Rasmussen.
Dario Bonacina















