L’FBI ha scardinato l’iPhone 5C di San Bernardino

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 29/03/2016
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Il Federal Bureau a stelle e strisce dice di aver avuto accesso allo smartphone. Apple si libera dell’ordine di collaborazione, ma adesso ha un altro ingrato compito: blindare meglio.

Roma – Alla fine l’FBI ce l’ha fatta a scardinare l’iPhone 5C della strage di San Bernardino. Non ci sono, ovviamente, dettagli tecnici ufficiali su cosa il Bureau abbia effettivamente fatto per ottenere l’accesso.

Se si ha la pazienza, è possibile leggere una dettagliata e referenziata timeline su VentureBeat, dalla quale si potrà evincere che, in fin dei conti, la stragrande maggioranza dei player mondiali e delle organizzazioni rappresentative sia delle aziende che dei cittadini si è schierata a favore della difesa della tutela dei dati contenuti nei terminali mobili e negli eventuali backup su cloud.

Ovviamente l’FBI vorrebbe che il metodo utilizzato in questa circostanza fosse riapplicabile. Adesso Apple è “libera” dall’ordine di collaborazione a suo tempo emanato e, naturalmente, dovrà garantire alla propria clientela che il sistema impiegato da FBI, quale esso sia, non sarà mai più in grado di operare.


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  1. daniele scrive:

    La privacy è essenziale ma la difesa dal terrorismo lo è di più. Limitare la privacy in occasione di eventi eccezionali non significa limitarla tout court. Se questo avviene allora occorre protestare. Sarebbe come dire che non si può essere perseguiti in caso di reato perché poi si potrebbe esserlo sempre ingiustificatamente. Quando la minaccia dal terrorismo sarà eliminata si potrà tornare alle condizioni di privacy, ora è secondario.




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