Sarahah, l’anonimato solo teorico

Il logo di Sarahah.
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Pubblicato il: 13/08/2017
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Inutile farsi illusioni: Sarahah, nato come un gioco, ora promette un anonimato che è semplicemente impossibile. Attenzione, quindi, all’uso che se ne fa.

Roma – Da qualche giorno spopola nelle news e sui social: è Sarahah, che da gioco iniziale (quanto innocente è difficile dirlo) in poco tempo si è trasformata in fenomeno internazionale e, infine, in App per iOS e Android, pronta per popolare smartphone e tablet.

Chi segue queste pagine da sempre non ha certo bisogno di raccomandazioni, ma tutti gli altri sì. Va messo bene in chiaro che non esiste alcun reale anonimato nell’uso di quell’App: nel caso in cui ci si produca in frasi particolarmente offensive, lesive della dignità o peggio per chi le riceve – che per gli estensori di Sarahah non è affatto anonimo, dovendo registrarsi) – si rischia di essere tranquillamente denunciati.

Parte della Privacy Policy di Sarahah.

Parte della Privacy Policy di Sarahah.

Non ci si senta, dunque, per niente tranquilli: come si evince molto facilmente dalla Privacy Policy del sito (cioè dalle politiche privacy, per chi non conoscesse l’inglese), l’azienda non solo memorizza, per ogni registrazione, alcuni dati identificativi espliciti, cioè nome ed email, ma mantiene registri in cui ogni utilizzo è accoppiato all’indirizzo IP utilizzato in quel momento. Ne abbiamo salvato qui un estratto sottolineato.

Dunque, in caso di querela, ci vuole ben poco a risalire a chi è stato, anche laddove si impieghino Wi-Fi liberi con accesso anonimo: basta incrociare i dati dei registri informatici di Sarahah e quelli del provider che ha fornito accesso agli infrattori per fare la quadra.

Occhio, quindi, sia perché – come dovrebbe essere noto – l’anonimato vero e reale in Rete non esiste, sia perché – come è più che evidente – Sarahah si configura a tutti gli effetti come l’ennesimo sistema di monitoraggio capace, grazie ai propri registri informatici, di fornire dati interessantissimi proprio sui comportamenti meno leciti e meno onesti di chiunque “creda” nella mera illusione di restare davvero anonimo.

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