Current TV scenderà dal satellite?
L’emittente fondata da Al Gore e Joel Hyatt produrrebbe dati di ascolto ritenuti non remunerativi. Current controbatte con una lettura diversa e grida alla censura
Milano – La notizia dell’interruzione dei rapporti tra Sky e Current TV ha suscitato un prevedibile clamore, in rete e fuori: si parla di censura, di posizioni conseguenti a ragioni politiche, ma anche di decisioni legate a motivazioni economiche e di business.
A quanto si è appreso nei giorni scorsi, la decisione di chiudere le trasmissioni sulla piattaforma satellitare è stata comunicata alla direzione dell’emittente lo scorso 22 aprile, con un fax che faceva seguito ad una precedente comunicazione telefonica. Rivolgendosi direttamente a Joel Hyatt, co-fondatore (con Al Gore) e vicepresidente di Current, Tom Mockridge – amministratore delegato di Sky Italia – scriveva:
Caro Joel, come anticipato via telefono ti confermiamo che, sfortunatamente, a causa di rigide e inattese restrizioni di budget non siamo nella posizione di negoziare un nuovo contratto per Current Tv in questa area e quindi il nostro attuale accordo scadrà il 7 maggio 2011.
La posizione espressa da Current TV è : “Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia” afferma l’emittente, promuovendo una vera e propria campagna di salvataggio da condurre a suon di e-mail all’indirizzo di Tom M0ckridge per fermare una chiusura che, secondo Current, dietro a ragioni di budget cela un’operazione di oscuramento, basata su motivazioni politiche e altri accordi di business.
Al Gore, intervistato da Beppe Severgnini per Corriere.tv e intervenuto la scorsa settimana nella trasmissione televisiva Annozero, ha spiegato che esistebbe un accordo tra la News Corp di Rupert Murdoch e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi: come contropartita per l’epurazione di Current – che ha appena arruolato il giornalista indipendente Keith Olbermann, molto critico nei confronti di Murdoch - Sky incasserebbe la possibilità di espandersi in Italia sulla piattaforma digitale terrestre.
Alla luce di quanto avvenuto negli anni scorsi, un compromesso storico potrebbe suonare come fantascientifico, dal momento che sulla scena attuale dell’offerta televisiva nel mercato italiano, Sky e Mediaset sono in aperta concorrenza e si trovano su posizioni non esattamente allineate. Non bisogna inoltre dimenticare che l’ingresso di Cielo (canale generalista che rappresenta oggi l’unica traduzione italo-terrestre di Sky) nella piattaforma digitale terrestre è avvenuto in seguito al benestare della Commissione Europea, che ha posto a Sky vincoli sulle frequenze e sull’offerta, che deve rimanere in chiaro per almeno cinque anni.
Diversa da quella di Al Gore – com’era prevedibile – la posizione di Sky Italia che ha motivato l‘interruzione delle trasmissioni con risultati di ascolto non remunerativi e formulando una nuova offerta (di cui viene pubblicata copia nell’immagine riportata a lato) ritenuta “in linea con il mercato, con il contesto economico e con le performance di Current”.
Current Italia, nel ritenere l’offerta inadeguata alla propria sopravvivenza, contesta le performance evidenziate da Sky, definendo “parziale il dato del calo di ascolti pari al 40%, in quanto fa riferimento ai soli primi quattro mesi del 2011, contro un incremento del 550% di ascolti registrato sull’intero anno di programmazione 2009-2010″.
Le battaglie tra i due fronti sono dunque politiche e di cifre e su queste ultime, che ad una prima lettura potrebbero apparire come un dato incontrovertibile, Tommaso Tessarolo – direttore di Current Italia - propone un’analisi che getta una luce diversa sui trend degli ascolti espresso dall’emittente che, al netto dell’audience eccezionalmente raccolta lo scorso anno ospitando la trasmissione Raiperunanotte, sarebbero addirittura in salita. Inoltre, il crescente apprezzamento del pubblico – si ribadisce da Current Italia – sarebbe stato registrato nonostante il contratto Sky concedesse solo 210 ore di programmazione fresca, obbligando l’emittente a riempire il palinsesto con repliche di programmi di approfondimento che venivano messi in competizione con canali generalisti, sportivi, tematici, di intrattenimento, reality, lifestyle e quant’altro reso disponibile dal satellite.
La guerra – politica e di cifre – sembra destinata a proseguire, la campagna salviamo Current anche (e a quanti scriveranno a Tom Mockridge, il dirigente Sky risponderà con la lettera pubblicata su SkyTG24). Una soluzione verosimile, per la permanenza di Current nel bouquet di Sky, passerà sicuramente per l’eventuale raggiungimento di un compromesso, che non potrà non essere frutto di un calcolo basato sulle logiche degli ascolti e sul ritorno che questi dovranno promettere alla piattaforma satellitare (anche se sull’attendibilità dei dati Auditel, oggi presi come riferimento, un tempo Sky non risparmiava critiche). Ma questa non rappresenta l’unica opzione di sopravvivenza per Current, che potrebbe scegliere di cambiare rotta, ad esempio verso il digitale terrestre e – soprattutto – le nuove piattaforme di distribuzione veicolate da Internet.
Dario Bonacina








































Troppe contraddizioni da parte di Current: parlano di 1 milione di offerta, ma sono 2; dicono che il rinnovo era automatico, ma lo era solo se arrivavano a 4500 spettatori (e invece sono a 3000). E poi mi sembra che una trattativa puramente economica sia stata fatta passare per battaglia di libertà…
libera182, ti manca qualche informazione, leggi il blog di Tessarolo
secondo me è una questione di soldi e di ascolti, esattamente come asserisce Sky… ultimamente, forse a causa della frammentazione del panorama televisivo e dei canali, c’è un’attenzione pazzesca sui dati auditel… basta vedere i flop di Raiuno Finora il 2011 è stato un calvario di flop, da Stasera che sera! di Canale 5 a Uman Take Control d’Italia 1. Ma i tonfi peggiori si son visti su Raiuno: Centocinquanta e Ci tocca anche Sgarbi… sono sviste editoriali e Sky paga gli editori per i contenuti mica perchè sono belli.