Senza media sociali, il 18% dei giovani si isolerebbe

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 20/07/2012
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Un’indagine operata da un’azienda attiva nell’email marketing evidenzia la posizione dei giovani di fronte agli smartphone e ai media sociali. In assenza dei quali molti dichiarano che smetterebbero di comunicare

Roma – Secondo un’indagine di Aweber, azienda attiva nel campo dell’email marketing, negli Stati Uniti il 18 per cento dei giovani smetterebbe del tutto di comunicare qualora il loro social network preferito dovesse chiudere.

Dalla stessa indagine, di cui l’azienda ha pubblicato diverse infografiche, il 90 per cento dei ragazzi impiega Facebook e il 93 per cento impiega terminali mobili intelligenti. La stessa percentuale utilizza la posta elettronica. Dei ragazzi, il 74 per cento sono utenti YouTube e solo il 47 per cento impiega Skype per parlare con i coetanei.

Una delle prime cose che si notano è che il “cuore” dei ragazzi si divide a metà in parti uguali tra l’email e il social network, con un impiego degli stessi strumenti che inizia quando si svegliano, prosegue quando sono a scuola e persino mentre sono in vacanza.

Screenshot parziale di una delle infografiche oggetto di studio

Screenshot parziale di una delle infografiche oggetto di studio

Solo il 6 per cento di essi ha dichiarato che sostituirebbe il proprio smartphone con una linea fissa o si darebbe di più alla scrittura di lettere qualora il proprio smartphone, per qualunque ragione, non fosse più disponibile. E ben il 18 per cento ritiene che l’eventuale “scomparsa” del proprio canale di comunicazione preferito (cioè email e social network) porterebbe alla sospensione dell’attività comunicativa.

Si tratta di dati degni di un’analisi più approfondita, da affrontare con gli strumenti di indagine più appropriati per tali studi, quali la sociologia della comunicazione e dei media: essa fornirebbe spunti interessanti per esaminare i mutamenti sociali attuali e prevedere, nel futuro a breve e medio termine, cosa accadrà nelle società degli anni successivi.

Ad esempio, lo scarso impiego di Skype (sul quale occorrerebbe un dato in più: quanti impiegano la chiamata video), accomunato alla preferenza per email e Facebook, già di per sé dimostra una certa propensione a  sottrarsi da alcune comunicazioni non verbali, quali la mimica facciale.

L’impiego delle c.d. “faccine”, strumenti semiotici ormai d’uso comune nella comunicazione mediata da computer, in piccola parte suppliscono alla mancanza di alcuni canali di comunicazione ma, come ben sanno gli studiosi, non riescono a farlo del tutto: anche questo è un piccolo spunto che dovrebbe stimolare a riflettere non solo sugli aspetti comunicativi, ma anche sul quadro morale. Tanto più che, secondo uno studio della World Bank, attualmente esistono oltre 6 miliardi di telefoni mobili, ma tale numero crescerà presto, superando il numero totale di esseri umani viventi.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Comunicazione

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