Obama abbandona Twitter, tra i politici USA invece spopola
Roma – Ne è venuto fuori il verbo twittare, il Corriere lo impiega con la massima disinvoltura e finirà certamente tra i neologismi «ufficializzati»: lo usa per raccontare che negli States tra i politici è scoppiata la Twitter-mania.
“«Ciò che mi piace di più è poter parlare direttamente agli elettori del Missouri senza i filtri dei reporter!», twittava mercoledì sera Claire McCaskill (@clairecmc in «twitterese»)”, racconta la testata. Il racconto è presentato in prima pagina sul sito del Corriere, con un’immagine che immortala uno degli uomini di Stato, occhi bassi sul proprio BlackBerry, intento a twittare.

Politici USA, uno di essi Twitta sul suo Blackberry: è l'immagine che Il Corriere usa in prima per introdurre l'articolo
Al contempo, però, arriva anche la notizia opposta – a questo punto forse non per caso – del Presidente Obama: per voce del New York Times, a quanto sembra il Presidente, da quando si è insediato, non twitta più sul suo account Twitter (twitter.com/barackobama).
C’è qualcuno che… c’è rimasto male: “@barackobama: Please update your Twitter”, apre ValleyWag, che protesta vibratamente perché i 127mila ed oltre followers del Presidente, dopo una campagna elettorale che di Twitter ha fatto molto uso, si attendono una maggiore presenza presidenziale, che diamine.
E in Italia? Ancora non se ne parla gran che nel mondo politico. Anche perché in Italia – a differenza di quanto emerge dagli States nell’articolo del Corriere – le connessioni ad Internet da cellulare sono molto più costose e hanno traffico limitato.




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