Facebook, nuove manipolazioni del NewsFeed

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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 17/11/2014
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Il team ha indagato su alcuni sondaggi, dai quali ha ricevuto rimostranze per la qualità e tipologia di post visualizzati dalle persone. Interverrà a gennaio 2015.

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Secondo Facebook questo post è biasimabile: pur essendo «ordinario» è a tutti gli effetti una pubblicità.
Secondo Facebook questo post è biasimabile: pur essendo «ordinario» è a tutti gli effetti una pubblicità.
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Secondo Facebook questo post è biasimabile: non fa altro che invitare a scaricare un'App.
Secondo Facebook questo post è biasimabile: non fa altro che invitare a scaricare un'App.
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La scorsa settimana Facebook ha di nuovo espresso la volontà di apportare variazioni alle modalità con cui presenta notizie, aggiornamenti di stato e altre informazioni nel NewsFeed, ossia in quella che localmente si chiama “bacheca”. Tali variazioni, se tutto va come prevede il team, andranno in vigore da gennaio 2015.

Tutto è partito da alcune indagini svolte dagli specialisti del social network, a cui gli utenti avrebbero espresso il desiderio di vedere in bacheca «più post di amici e pagine, meno post sponsorizzati». Secondo le osservazioni del team, tuttavia, ciò che gli utenti hanno “lamentato” essere post sponsorizzati erano invece contenuti di pagine a cui gli utenti stessi avevano apposto il proprio “Mi piace”.

Tali post, essendo sospinti dal meccanismo di promozione, venivano visualizzati più spesso, pur essendo quel che in gergo sono definiti “post organici” (cioè post che non sono pubblicità, ma post “ordinari”, eventualmente solo dotati di un criterio di “precedenza” attribuito dall’atto del “pagare per promuovere” da parte degli estensori).

Il team ne ha concluso che il meccanismo rischia di fallire in funzione della forma con cui tali post sono confezionati, facendoli sembrare vera e propria pubblicità, e ha concluso di dover “contenere” quelli in cui le persone:

  1. sono esclusivamente invitate ad acquistare un prodotto o a installare un’App;
  2. sono esclusivamente invitate ad aderire a promozioni o lotterie senza contestualizzazione;
  3. visualizzano contenuti identici a quelli mostrati dalle (vere) pubblicità.

Sul post originale di Facebook vi sono degli esempi che abbiamo riportato in colonna.

L’intenzione, a partire dal prossimo gennaio, parrebbe così quella di contenere la diffusione di post di questo genere al fine di non inficiare la “competizione” che, secondo il team, è in atto sulle bacheche per conquistarsi la “visione” da parte delle persone.

Dunque, in questo caso sono da ritenersi infondati i timori relativi a un’ulteriore perdita di “reach” (altro termine tecnico: sta per “raggiungimento” di persone da parte di post ordinari), come quella generata dalle precedenti manipolazioni del meccanismo della bacheca.

Del resto – è intuitivo – Facebook, come tutti gli altri portali simili, ha molte carte da giocare per garantirsi la profittabilità, ma è ovvio che non può scendere al di sotto di certi livelli nel “falsificare” gli equilibri organici del sistema. Diversamente, come insegna la filosofia della tecnologia, l'”organismo” si autotutela con reazioni del tutto simili a quelle biologiche. Il che sarebbe esattamente ciò che Facebook non vorrebbe mai.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2077 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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