Tumblr in forte ascesa: preoccupazioni per Zuckerberg

Mark Zuckerberg
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La Redazione
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Pubblicato il: 29/11/2014
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C’è molta concorrenza per Facebook: è ancora la piattaforma leader nei social network, ma altre reti sociali stanno crescendo. Specie tra i giovani.

Facebook è ancora il numero uno, ma la concorrenza si fa spietata: Tumblr, il social network acquisito da Yahoo!, sta “vivendo” una crescita notevolissima che, nel corso del 2014, ha toccato quota 120 per cento.

A sospingere questa notevole crescita, secondo il Global Web Index Social, sono i giovani, la cui presenza su Facebook è in progressiva diminuzione. I ragazzi hanno anche concesso le loro attenzioni a Pinterest, altra piattaforma che nel corso dell’anno ha toccato il 111 per cento di crescita.

Gli autori del GWI Social sottolineano che l’utenza interessata all’impiego dei social network in mobilità è in crescita (4 utenti su 10) e si avvicina alla quota occupata da chi li frequenta su PC (6 su 10), sottraendole sempre più spazio.

Tra i giovani 16-24enni, dunque, c’è un modo diverso di suddividere le attività social: per le foto preferiscono Instagram, per i messaggi usano WhatsApp o lo stesso Facebook Messenger (che ormai è una App separata, ndR), amano osservare e “puntare” con Pinterest, ma Facebook tendono a usarlo sempre meno in quanto social network: è l’unica piattaforma – secondo lo studio – in lieve calo (0,5 per cento).

Sul celebre sito in blu restano i più grandi, sia pure con un modello di attività molto diverso e, per di più, sempre meno “attivo” e sempre più occasionale, anche in funzione del maggior peregrinare, anche per sola curiosità, su altri network come YouTube, Google+ e Twitter.

«Posso confermarlo, frequentando l’università, dove sono molto a contatto con ragazzi di quella fascia d’età», afferma il responsabile di questo sito, Marco Valerio Principato, che è laureando in Scienze della Comunicazione presso l’Università Roma Tre. «Su Facebook i miei giovani colleghi ci sono poco, ad eccezione della frequentazione dei gruppi specificamente creati per lo scambio di informazioni legate al corso di studio».

«I gruppi sono un po’ la versione moderna dei vecchi Forum», prosegue Principato, «senza dover però cambiare piattaforma (né App) e con la garanzia, quando sono gruppi “chiusi” (e diversi di quelli che usiamo “noi studenti” lo sono), di non rischiare che qualche docente possa sbirciare. Su di essi ci scambiamo informazioni sui corsi, problemi con il “Portale degli studenti” (il sito con cui ci si rapporta con l’Ateneo per prenotare gli esami, e via discorrendo), consigli sulle “tendenze” alle interrogazioni, riassunti e… si, certo, a volte anche “soffiate” o altre “utilità” che, magari, per una persona grande come me non rivestono importanza, ma i ragazzi vi fanno molto affidamento. Per il resto, lo vedo in diretta con i miei occhi, Facebook ha perso molto spazio lasciandolo a WhatsApp, usato molto anche in gruppo, e a Messenger».

Per quanto concerne Tumblr, «ancora non ci vedo, almeno limitatamente al Dipartimento che frequento, un significativo interesse; le novità, tra i giovani, sono certamente discusse ma perché siano adottate sembra doverci essere la grande massa che lo abbia già fatto – come accade per WhatsApp – o qualcosa di assolutamente diverso e insostituibile. Personalmente non sono ancora registrato su Tumblr, ma penso di farlo presto: potrebbe essere un interessante caso di studio su come evolve la comunicazione tra giovani, visto che il principale incremento è costituito dalla loro fascia d’età», conclude Principato.

Dunque, dallo studio non emerge alcun rischio di “morte” per Facebook, ma una semplice evoluzione del suo impiego. Sul quale, come queste stesse pagine hanno illustrato più volte, incombe spesso l’effetto delle variazioni apportate dal social network californiano di Menlo Park sulle modalità di gestione delle bacheche o sulle condizioni relative alla privacy.

Che, forse, lo staff dovrà maneggiare con cura per evitare ulteriori emorragie.

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