Facebook: nuova privacy, nuove critiche
Roma – Nell’intento di sospingere i propri iscritti a condividere più informazioni possibile sul proprio sito Web secondo gli intendimenti dell’azienda, Facebook sta di nuovo modificando i controlli sulla privacy.
Gli sforzi compiuti dal social network più grande e più famoso del mondo – con oltre 200 milioni di utenti attivi – sono stati diretti alla ricerca di un compromesso tra la protezione della privacy e la concessione della massima libertà nel condividere informazioni e immagini con gli altri iscritti.
Vi sono quindi nuovi controlli sulle immagini, per meglio permettere ai rispettivi titolari di controllare chi può vedere le proprie foto. Ciò ad evitare circostanze spiacevoli come quelle accadute ad alcune persone che, inavvertitamente, hanno condiviso immagini imbarazzanti con tutti i propri amici piuttosto che solo quel paio di persone che originariamente erano intese come destinatarie.

Una vignetta in circolazione in Rete, usata da coloro che sentono invasa la privacy dal celebre social network
Sul blog, dunque, spiegano che “sarà possibile scegliere tra l’essere estremamente controllati e vigilati sulla libertà di condividere i propri contenuti, oppure se essere estremamente liberi. Per questo nei prossimi giorni miglioreremo il livello di privacy su Facebook, lanciando una serie di test che guideranno le persone a nuovi e più semplici strumenti per il controllo della condivisione”.
Anche per quanto concerne i profili utente, saranno introdotti diversi livelli di sicurezza e privacy, con pre-impostazioni concepite per condividere con tutti, solo con gli amici, solo ad un determinato istituto di istruzione, scuola, università o azienda, mentre allo stesso momento le reti “regionali” sono state rese obsolete. Tale tipo di rete era usato da circa la metà degli utenti, che ora dovranno scegliere se utilizzare un profilo completamente aperto o legato ad una determinata istituzione o azienda.
Secondo i dirigenti di Facebook, le reti “regionali” ponevano semplicemente troppe scelte: città, area geografica come ad esempio un’intera provincia statunitense, altre aree leggermente più estese, l’intero stato (nel senso americano del termine) oppure l’intera nazione. Insomma, semplificazione.
Essendo Facebook un network costruito sulla condivisione delle informazioni ed essendovi forti pressioni dall’area del microblogging e delle altri reti sociali, per il board si sono poste diverse problematiche di fronte al dover tutelare la privacy ma, al contempo, lasciare a ciascuno le libertà che desidera.
La novità, tuttavia, prima ancora di concretizzarsi non ha incontrato il favore di tutti: secondo alcuni osservatori, si tratterebbe di misure basate sul modello one size fits all (taglia unica per tutti) e ciò potrebbe indurre l’utenza a condividere più di quanto sia necessario o consigliabile. Sin dalla fine della conferenza sulla privacy, tenuta dal social network la scorsa settimana, vi sono stati apprezzamenti non sempre positivi.
Come sempre, non resta che tenere gli occhi ben aperti, con la consapevolezza che social network e privacy sono, in ogni caso, termini molto contraddittori e difficili da coniugare.




Facebook: nuova privacy, nuove critiche | 









