Nuova ricetta Facebook: tag sui post, light nel sito

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 14/09/2009
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L'inizio dell'interfaccia di Facebook Lite: mancano solo alcune cose, ma è veloce
L'inizio dell'interfaccia di Facebook Lite: mancano solo alcune cose, ma è veloce
La stessa utenza Facebook dello snapshot precedente, in versione standard
La stessa utenza Facebook dello snapshot precedente, in versione standard

Roma – Dinamismo e adattabilità: queste le doti che cerca Facebook, nel tentativo di forgiarsi il più possibile in maniera conforme alle richieste del pubblico. Il quale pubblico a volte chiede maggiore velocità di caricamento della Home Page e maggiori possibilità social. Detto, fatto: arriva Facebook Lite e le funzioni di tagging si espandono ad aggiornamenti di stato, pagine e foto.

Per avere una Home Page più leggera (anche se meno ricca di contenuti, vedi snapshot a lato) è sufficiente collegarsi con http://lite.facebook.com anziché con l’abituale http://www.facebook.com et voilà, la pagina arriva in un lampo.

Ghacks sostiene che la novità riguarda solo alcuni paesi ma, come può evincersi dagli snapshot qui di lato, tratti dall’account di chi scrive (italianissimo e preso da rete italiana), sembra funzionare perfettamente anche in Italia. Dove, peraltro, sono “scomparsi” gli stessi moduli: manca quello degli avvisi, la riga per inviare gli aggiornamenti in alto e i link per connettersi rapidamente con amici e richieste.

In compenso, la velocità di caricamento è molto più elevata e meglio si confà a PC datati o sistemi operativi sovraccarichi (ahem… dal Registro di sistema sovraccarico).

Ma non è finita: la scorsa settimana ha portato un’altra novità in Facebook. Ora il tagging può essere effettuato su amici e pagine, sia negli aggiornamenti di stato che nei post, esattamente come si è potuto fare finora taggando gli amici con le foto.

Quando si scrive un aggiornamento di stato – illustra InsideFacebook – l’utente può taggare le connessioni utilizzando l’operatore “@” (at, comunemente ed erroneamente chiamato chiocciola), esattamente come accade su Twitter. Con la differenza che, invece di doversi ricordare i nomi utente degli amici, Facebook mostra una lista dropdown che permette di selezionare amici, pagine, gruppi o eventi.

Quando uno di questi viene taggato, ciò viene evidenziato sul muro di Facebook. E se il tag riguarda un individuo, questi riceverà un messaggio di avviso. A quel punto è possibile decidere anche di rimuovere il tag di sé stessi  negli altri post.

Questa novità, precisa ancora InsideFacebook, riguarda tutte le attività. Naturalmente, gli amministratori delle pagine possono non solo vedere ma anche gestire il tagging e, come ultima novità, sembra siano nell’aria nuove API (Application Programming Interface) per consentire un impiego ancora più libero e al contempo evoluto del tagging.

Restano sempre valide le raccomandazioni, emerse in più di qualche occasione: ricordare che ci si trova in un ambiente virtuale dove di privato c’è ben poco, praticamente nulla. Inutile, poi, a posteriori, lamentarsi: le attività su una rete sociale sono concettualmente il contrario della privacy, dunque occorre massima consapevolezza e, al contempo, prudenza.

Marco Valerio Principato

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