Gmail sbircia, poi pubblicizza

La pubblicità in Google Mail
Roma – Niente paura, non c’è nessun umano a sbirciare nelle proprie email: c’è solo il solito bot, alla ricerca di parole chiave da sfruttare per meglio indirizzare la pubblicità con cui convivono gli utilizzatori di Google Mail.
Chi usa Gmail sa benissimo che, sulla schermata, a destra dei messaggi c’è la pubblicità. Una pubblicità mirata, naturalmente, che adesso Google sta cercando di rendere più “interessante”.
Quando si apre un messaggio in Gmail – spiega Steve Crossan, product manager – spesso si vedono pubblicità in qualche modo correlate con l’email in lettura. Se ad esempio si sta leggendo una conferma di una prenotazione per un albergo di Chicago, a destra del messaggio potrebbero comparire pubblicità di voli per Chicago.
A volte, però, il “motore” non dispone di creatività davvero adatte a essere “contestuali”. Per migliorare questo aspetto, il motore potrebbe proporre pubblicità che sono state rilevate come coerenti con il testo in lettura anche in passato. Ad esempio, se dopo la conferma si legge un messaggio di buon compleanno e non sono disponibili annunci correlabili, potrebbero ancora comparire annunci di voli per Chicago, letti in precedenza.
Salteranno ora dalla sedia i più feroci sostenitori della privacy: “allora Google memorizza gli argomenti che tratto!”. No, spiega Crossan. Per far questo, Gmail non memorizza alcuna particolare informazione “extra”. Prende semplicemente in considerazione un’altra email per trovare un “match” adatto a tirar fuori un annuncio ancora “sensato” per l’utente.
“Tutto si svolge automaticamente – si sgola Crossan – non ci sono umani destinati a svolgere qualsivoglia selezione di pubblicità, e nessuna informazione personale o testo di email viene condivisa con gli inserzionisti”, chiarisce.
Ciò molto probabilmente non basterà a coloro che guardano Google come l’Orco Assassino che ruba informazioni personali. A costoro si può ricordare che Gmail è accessibile anche attraverso POP3, IMAP e SMTP: utilizzando un proprio client, tale attività non viene (ancora) svolta.
D’altro canto, è bene ricordare che Gmail è un servizio di posta elettronica in piena regola, senza limiti (bassi) e senza regole costrittive, per il quale normalmente occorre pagare. Se si sceglie di pagare Google, tra l’altro, tale problema scompare, per una cifra piuttosto modesta ma non basta: si ottiene non solo Google Mail, ma molto, molto altro.
Marco Valerio Principato














