SISTRI non deve morire, soluzione in tempi brevi
E’ l’obiettivo dichiarato dal ministro Passera, che auspica al più presto l’apertura di un tavolo con tutte le parti interessate al sistema “che molti sottolineano essere il più complesso d’Europa”, per arrivare ad una soluzione entro quest’anno e alla partenza nel 2013
Milano - E’ un progetto che non può essere accantonato e deve trovare una soluzione in tempi brevi. E’ quanto ha affermato in merito al SISTRI il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, durante un’audizione sulle ecomafie alla Camera. Dichiarazioni rilasciate a titolo personale – il progetto è competenza del ministero dell’Ambiente – che però lasciano presupporre un chiaro intento del Governo a non abbandonare il Sistema di tracciabilità dei rifiuti, la cui entrata in vigore è tuttora sospesa.
E’ con il Decreto Sviluppo dello scorso giugno che il Consiglio dei Ministri ha stabilito di congelare il sistema per dodici mesi – e quindi fino a giugno 2013 – durante i quali dovranno essere attuate verifiche funzionali e tecniche. Nella sezione Semplificazioni del capitolo 4 (relativo alla crescita delle Imprese) il provvedimento prevede uno specifico paragrafo intitolato Sospensione entrata in operatività del SISTRI, che recita testualmente:
Per consentire i necessari accertamenti sul funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), vengono sospesi il termine di entrata in operatività del sistema per un massimo di 12 mesi e i conseguenti adempimenti delle imprese, ferma restando la disciplina di controllo preesistente.
Destinato ad essere abbattuto la scorsa estate dopo numerosi deludenti tentativi di avvio, poi rapidamente ripescato, rinviato e sospeso per un anno, il SISTRI rappresenta in modo emblematico la declinazione digitale delle opere pubbliche all’italiana, con particolare riferimento a quei cantieri di edifici incompiuti, o ultimati ma mai aperti o resi operativi, di cui spesso si sente parlare da alcune trasmissioni televisive, che danno conto con orrore di enormi somme di denaro pubblico investite senza ritorno (ne’ in termini finanziari, ne’ in termini di servizi a beneficio della collettività).
Se fosse possibile far visitare il cantiere del SISTRI, ad esempio, alle troupe televisive di Striscia la Notizia, non sarebbe inverosimile immaginare il Gabibbo che urla allo scandalo di un sistema “tutto all’abbandono”o Vittorio Brumotti che, girandovi intorno in bicicletta, constata amaramente di trovarsi di fronte all’ennesima opera “con le quattro frecce accese” e cioè ferma, in una lunga o permanente condizione di provvisorietà in cui non si dovrebbe trovare.
La storia di questo progetto è lunga e tormentata. Selex – la società a cui sono state affidate la progettazione la realizzazione del SISTRI – ha sempre precisato che ogni differimento sull’entrata in funzione del sistema è stata dovuta a fattori esterni e che la piattaforma è attiva e funzionante dal 13 gennaio 2010, progettata per applicare le normative vigenti a quel momento e conforme a specifiche ed esigenze dichiarate contrattualmente dal committente, ossia il ministero dell’Ambiente. I problemi potrebbero quindi essere riconducibili ad errori nei requisiti previsti dal ministero, elemento non oggettivamente riscontrabile, dal momento che i contenuti del contratto non sono stati resi pubblici. In seguito all’ultimo rinvio di giugno, la Selex Service Management si è attivata per chiedere l’apertura della procedura di CIG (Cassa Integrazione Guadagni).
Che il sistema abbia la necessità di essere migliorato – tecnicamente e operativamente – è un fatto testimoniato dai test e dalle valutazioni condotte dagli operatori del settore, e compreso dal ministro Passera: ”Pur condividendo l’obiettivo della tracciabilità e della lotta alla criminalità, condividiamo l’opinione delle imprese per una maggiore semplicità, un minor costo e un migliore funzionamento”.
L’appuntamento è alla prossima puntata, data da destinarsi.
Dario Bonacina






































[...] SISTRI, soluzione in tempi brevi: ”Pur condividendo l’obiettivo della tracciabilità e della lotta alla criminalità, condividiamo l’opinione delle imprese per una maggiore semplicità, un minor costo e un migliore funzionamento” [...]