Spotify in Italia, la ricetta di Sanremo

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La Redazione
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Pubblicato il: 12/02/2013
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Spotify, la celebre piattaforma musicale in streaming, debutta oggi per l’Italia. I suoi servizi sono già attivi e sono anche pronte le App per il mondo mobile. Il tutto condito con Sanremo.

Roma – Fino a pochi giorni fa era solo un’indiscrezione, adesso è una certezza: Spotify, la piattaforma di streaming che ha sinora riscosso tanto successo all’estero, è disponibile anche in Italia e accompagnerà l’inizio del Festival di Sanremo.

Il country manager di Spotify per l’Italia è Veronica Diquattro, 30 anni, pronta a conquistare a suon di musica (dopo aver lavorato con Google) un mercato nazionale che promette di essere interessante, lanciando il servizio in occasione del Festival di Sanremo, racconta La Repubblica, che l’ha intervistata.

Nomi come Marco Mengoni, Andrea Nardinocchi, Irene Ghiotto, Max Gazzé, Chiara Galiazzo e altri popoleranno le sue playlist, che poggeranno su un catalogo di 20 milioni di brani, la cui presenza è resa possibile dagli accordi siglati con le principali etichette discografiche tra cui EMI, Sony Music, Universal, Warner, Merlin e altre etichette indipendenti come Made in Etaly, Sugar o Pirames International.

Il punto di forza è l’integrazione social da un lato, ma anche la capacità di condivisione, un fatto – per certi versi – inedito: la piattaforma Spotify permette, esattamente come si può fare già da tempo con un qualsiasi tweet, di “incorporare” un brano in un sito. Ciò consente, allo stesso modo, di manenere delle buone doti di indicizzabilità grazie agli opportuni tag inseriti.

Inoltre, la profonda integrazione con Facebook permette di condividere brani, album e playlist con i propri amci, stimolando così l’interattività da un lato e fornendo, dall’altro, preziosi riscontri utili per studiare il successo e la diffusione virale dei brani che la gente ascolta. Naturalmente, il prezzo da pagare è sempre un’altra fettina di privacy, ma ormai ci siamo abituati, sapendo che c’è ben di peggio.

Ovviamente Spotify non poteva trascurare l’aspetto mobile, che oggi riguarda non più una semplice “porzione significativa” ma un segmento portante del mondo social. Infatti, riferisce HDBlog, si può ascoltare tutta la musica che si desidera in streaming, sia da piattaforma mobile che da computer, attraverso l’interfaccia deskop.

Spotify, oltre al mondo desktop, si presenta con tre App:  Soundrop per la creazione e condivisione delle playlist, MusiXmatch con i testi delle canzoni di Sanremo e Rockol, quest’ultima in esclusiva per il mercato italiano.

Nel caso in cui si decida di abbonarsi al servizio, risulta anche abbastanza economico:

  • Spotify Free (completamente gratuito): offre accesso a milioni di brani dal desktop del computer, senza alcuna spesa ma con l’obbligo di ascoltare annunci pubblicitari;
  • Spotify Unlimited (4,99 euro al mese): nessuna interruzione, nessuno spot e nessun limite di ascolto;
  • Spotify Premium (9,99 euro al mese): tutto quanto offerto dalla sottoscrizione Unlimited, oltre alla possibilità di accedere alle playlist anche offline o da dispositivi mobile come smartphone e tablet, con una qualità sonora migliore.

Uno strumento, dunque, che per le sue elevate capacità di coinvolgimento e per il prezzo accessibile dovrebbe assestare un colpo abbastanza centrato contro la “pirateria gratuita”, quella cioè di coloro che la praticano non per vera passione, ma per il solo gusto di praticarla (e sono proprio essi la maggior fonte di danni alle case discografiche ma, soprattutto, agli artisti).

Una speciale playlist, chiamata “Ciao Italia, qui Spotify – Local Talent”, è stata creata proprio per festeggiare il lancio. Il nuovo portale in italiano è accessibile su www.spotify.it, ancora non integralmente tradotto, ma già perfettamente usabile.


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