Google News: Spagna si, Spagna no

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 15/12/2014
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La nuova legge spagnola obbliga gli editori a pretendere un corrispettivo per ogni singolo excerpt di propri articoli pubblicato su Google News. Be’, c’è una novità: l’AEDE chiede che non entri in vigore la legge.

La scorsa settimana sembrava assodato che domani, 16 dicembre, Google News abbassasse la serranda in Spagna come «risposta di Big G, alla c.d. “link tax”, la nuova legge approvata nei mesi scorsi» per via della quale ci sarebbe l’obbligo per «chiunque pubblichi un link o una breve citazione di un articolo di giornale di pagare un “equo compenso” all’editore», raccontava mesto Wired. E invece c’è una sorpresa: l’AEDE, Associazione Spagnola Editori Giornali, sta supplicando il governo perché ritiri la nuova legge, così da evitare la chiusura.

«Data la posizione dominante di Google (che in Spagna controlla pressoché tutte le ricerche nel mercato ed è un autentico gateway verso Internet), l’AEDE richiede l’intervento della comunità e delle autorità spagnole, nonché quelle della concorrenza, per proteggere i diritti dei cittadini e delle aziende», si legge su The Spain Report.

Secondo l’esperienza di questo sito, pure presente su Google News, per un giornale noto e conosciuto la chiusura di Google News non sarebbe un gran danno. Ormai le persone, su Google News, leggono solo i titoli, nei casi migliori il riassunto del primo titolo e solo in pochi e sparuti casi approfondiscono su uno degli altri titoli.

Tuttavia, in base all’autorevolezza del sito e alla sua “prominenza”, comparire come titolo principale di un gruppo di titoli su Google News ancora porta migliaia di visite. E oggi, con un giornalismo che fatica assai a distaccarsi dal proprio vecchio modello, “tutto fa brodo”.

Non è dato sapere se questa nuova posizione possa o meno far cambiare idea a BigG: nessuno si è sbilanciato ufficialmente in tal senso e men che meno è noto cosa intendano fare le autorità. Ma una cosa è certa: rispetto a un gigante come Google, che un singolo governo pretenda di dettare legge senza tener conto delle tendenze dei mercati, di tutti i mercati, non solo il proprio, in un epoca dominata dalla globalizzazione suscita solo una sfrenata ilarità.

Staremo a vedere.

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Marco Valerio Principato (2081 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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