Microsoft: cosa significa 7800 posti di lavoro in meno?

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 09/07/2015
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Satya Nadella, AD di Microsoft, «libera» migliaia di dipendenti. Obiettivo: concentrarsi su Windows 10 e sul suo ecosistema. Ma in Rete circolano forti opposizioni al «monopolio de facto»: sarà una strategia valida?

Roma – 7800 persone dovranno lasciare Microsoft. L’AD Satya Nadella – l’ha già detto – vuole concentrarsi sulla creazione di un “ecosistema Windows”. Questo orientamento gli costa «una svalutazione di 7,6 miliardi di dollari sugli asset legati all’acquisizione di Nokia».

Concentrarsi sull’ecosistema Windows significa anche, purtroppo, alimentare meccanismi non proprio piacevoli per i mercati, a seconda del target. Sempre più larghi segmenti si sentono “accerchiati” e si esprimono palesemente contro una sorta di monopolizzazione che arriva a sconfinare nell’hardware.

Tale monopolizzazione fa “parte del gioco” e pur non essendo mai dichiarata troppo apertamente, è questione su cui vi è attenzione da tempo. Obiettivo finale è quello, con tutta evidenza, di limitare e imbrigliare le scelte dell’utente in tema di software, questione piuttosto discussa tra gli utenti.

Negli USA perdere il posto di lavoro è grave, ma non come in Europa e men che meno in Italia. Un benservito, questo di Microsoft, proprio a coloro i quali sono stati impegnati per realizzare quella convergenza a cui Satya Nadella ha detto di puntare fin dall’inizio: Windows 10 ovunque.

Sarebbe interessante sapere come si pone Microsoft nei confronti di quelle realtà che, una volta acquisito Windows 10, vorranno impiegarlo in reti Intranet completamente isolate da Internet: come si comporta il sistema operativo per la creazione degli utenti? Dovrà pure averlo previsto. Forse per questo le versioni enterprise di Windows 10 sono fuori dal circuito di aggiornamento gratuito?

Tutto lascia pensare che Windows 7 sarà molto, molto più longevo di Windows XP. Ai posteri l’ardua sentenza.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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