La FCC è 2.0. Con blog, Facebook, Twitter, YouTube e tutto quanto
Roma – Chi l’avrebbe mai detto? La Federal Communication Commission statunitense, meglio conosciuta anche con il suo acronimo FCC, ha abbracciato il mondo 2.0 dotandosi di ogni bene per essere vicina al “suo” pubblico. Che istantaneamente diventa il pubblico di tutto il mondo, non più solo quello a stelle e strisce. Si è infatti appena lanciata in iniziative tipiche del Web 2.0, dotandosi di account Twitter, di pagine su Facebook, di presenza su YouTube e di un blog specifico.
Sono idee di Julius Genachowsky, l’uomo voluto dal Presidente Obama per dirigere la Commission, impegnata su vari fronti, con particolare riguardo ai temi caldi della Neutralità della Rete e alla diffusione della banda larga nelle aree rurali. Ai quali Genachowsky sta affiancando una serie di workshop per sentire dalla “viva voce” di industrie e pubblico cosa dovrebbe comprendere la pianificazione della FCC sull’argomento broadband. Al contempo, al pubblico si chiede anche quali degli argomenti siano ritenuti più importanti.
E le risposte non tardano ad arrivare: tra le prime visibili, quella di imporre la dichiarazione delle velocità effettive dei contratti a banda larga pubblicizzati dai provider, non quella teoricamente raggiungibile, in condizioni ottimali (di cui nessuno conosce i termini esatti) e solo quando in rete si è praticamente soli (cioè mai).
Nelle iniziative di FCC è anche in primo piano su tutte le altre la precedenza assoluta alle persone disabili, ma nella lunga lista sul tavolo di Genachowsky non mancano lo sviluppo della rete fissa e mobile, gli aspetti didattici, di sanità e pubblica utilità e, non ultimi, gli investimenti.
Temi caldi e vasti, dunque, che il giovane presidente intende affrontare di concerto con il pubblico, privato e industriale. Cosa c’è di meglio, per raggiungere tale obbiettivo, che servirsi di strumenti moderni? La risposta è già pronta: Genachowshy ha inserito su YouTube il suo primo video (qui di lato, la trascrizione del testo è disponibile su questa pagina) proprio per esporre una panoramica dello scenario.
Per discuterne in piena modalità 2.0, è stato predisposto un blog, raggiungibile all’indirizzo blog.broadband.gov e sui cui già fioccano gli interventi. Come se non bastasse, con tanto di logo la Commission ha messo piede anche in Facebook, creando un’area dedicata. E per chi vuole fare prestissimo, non è stata trascurata l’area microblogging: FCC si è infatti dotata di tanto di pagina su Twitter.
Senz’altro occorrerà attendere i risultati, sperare che il resto del mondo – a cominciare dalla malconcia Italia – prenda esempio da questa iniziativa ma, senza dubbio, a Julius Genachowsky dovrebbe andare il plauso della blogosfera mondiale e di tutti gli internauti, quanto meno per aver rimosso dalla FCC quell’alone di ente governativo irraggiungibile, intangibile e inamovibile la cui presenza si avverte, anzi, si avvertiva solo sotto forma di etichette di approvazione (vedi figura a lato) o di frustate normative.
Marco Valerio Principato
















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