Francia, Sarkozy è pronto, arrivano gli schiaffi

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 23/10/2009
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L’HADOPI è legge, il Consiglio Costituzionale ha posto il suo Nulla Osta all’approvazione: le penali introdotte con l’HADOPI «non creano sproporzioni tra reato e sanzioni». I primi “schiaffeggiati” potranno esservi già da inizio 2010

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Un video su come tentare di forzare le reti wireless, tra i più visualizzati su YouTube

Roma – Piacerebbe che in Italia fosse adottata una simile normativa? No, vero? Invece in Francia è stata approvata, perché il Consiglio Costituzionale ha stabilito che, nel loro complesso, le penali introdotte con l’HADOPI «non creano sproporzioni tra reato e sanzioni». Dunque, niente ricorso: l’HADOPI è legge.

Il lungo libro della legge dei tre schiaffi si arricchisce così di un nuovo punto fermo, sul quale si fondano i provvedimenti presi contro chi viene pizzicato ad infrangere le regole.

Le sanzioni? Piuttosto salate: oltre alla disconnessione forzata, le multe possono raggiungere i 300mila Euro e il periodo trascorso vedendo il sole a scacchi può arrivare a due anni. Ma non basta: se il netizen non è stato diligente nel proteggere la propria connessione WiFi, consentendo così al primo arrivato di fare il proprio comodo con la Rete, è ugualmente responsabile. L’incauto e superficiale cattivo configuratore del proprio router WiFi dovrà infatti tener pronti fino a 1500 Euro per la sanzione, prepararsi la valigia per la gattabuia sufficiente per un periodo fino a 1 mese e, comunque, fuori dai piedi, anzi, via dalla Rete per un periodo fino a 4 mesi. In ogni caso, durante la disconnessione si continua a pagare il canone.

E il Presidente Sarkozy, che ha fortemente voluto questa legge, non ha intenzione di attendere molto:  già dall’inizio del 2010, circa un migliaio di persone al giorno potrebbero vedersi recapitare i tre schiaffi, uno dopo l’altro.

In tutte le headlines una delle questioni che più ha suscitato perplessità, oltre alla decisione in sé, è l’accanimento anche contro chi non dovesse aver configurato opportunamente la propria rete domestica: «non occorre essere un esperto IT per riuscire a utilizzare una delle tante reti del vostro vicinato: basta guardare le dozzine di filmati che spiegano come fare», apre pungente France 24. Il senso è: se è riconosciuta la vulnerabilità delle reti WiFi ed una legge ne sanziona l’abuso (dunque potrebbe non esservi negligenza da parte del titolare, bensì solo grande perizia nell’effrazione arrecata alle proprie apparecchiature), sarebbe corretto vietarne l’uso, ma di questo, ovviamente, in Francia non si parla.

Adesso saranno felici personaggi come Giorgio Assumma (presidente SIAE), che sin dai primi sentori di vittoria francese si era dichiarato soddisfatto di un provvedimento che, come ben sa ogni buon internauta, non porterà assolutamente alcun vantaggio e, come spesso accade nelle false democrazie, farà pagare il giusto per il peccatore, portando falso lustro ai legislatori agli occhi della stampa e stimolando un sempre maggiore ricorso all’occultamento, contro il quale non c’è HADOPI che tenga.

C’è solo da sperare, a questo punto, che l’Unione Europea intervenga, richiamando l’attenzione sui quei principi di neutralità che stanno persino guidando i giganti del Web e la FCC statunitense e riconduca i paesi del vecchio continente inclini alla soluzione Sarkozy ad un comportamento più ragionevole.

Marco Valerio Principato


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