Internet, 40 anni dopo

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 29/10/2009
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Roma – Era il 29 ottobre 1969: Internet iniziava. Non con un gran botto, no: iniziava con un monosillabo: “lo”. Erano le prime due lettere della parola “login”, che Leonard Kleinrock stava digitando. Ad un computer a 500 Km di distanza sarebbe dovuto arrivare il comando “login” per intero, ma il computer si bloccò. Dopo un’ora, nuovo tentativo, con successo: Internet era nata.

Per essere esatti sarebbe più corretto far risalire la vera data di nascita a circa un anno prima, quando Donald Davies del National Physical Laboratory britannico diede la prima  presentazione pubblica dell’idea del packet switching, la base di Internet ancora oggi.

Tuttavia, visto che comunicare (sotto forma di email, chat, reti sociali) è ciò che dà il battito a Internet, il primo messaggio di Kleinrock lo si può considerare il primo battito di ciò che la Rete è oggi. Oggi, già: oggi che se per caso si sta senza Internet ci si sente persi e si telefona nervosamente al proprio provider. Perché ci sono oltre 1 miliardo di persone online e, l’anno scorso, Google aveva festeggiato oltre 10 miliardi di pagine in Rete.

Di strada se ne è percorsa a bizzeffe, di bit nei cavi (e in aria) ne sono passati quantità con cifre astronomiche.  E il TCP/IP, base di dialogo per Internet, è nato solo un anno dopo, anche se è stato ufficialmente adottato solo nel 1983. Oggi siamo ai Megabit in casa, alle reti sociali, agli smartphone.

E voi? Immaginavate che Internet avesse 40 anni? Che allora un collegamento in rete somigliava più ad una telescrivente meccanica che ad un modem? Che i computer non sapevano neanche di diventare “personal”, perché ancora occupavano interi stabili e consumavano energia (risparmio energetico? Tsk! E chi ci pensava?) quanto dieci palazzine? Dove arriveremo tra altri 40 anni?

Perciò, a nome di ogni internauta, deve andare un ringraziamento a nomi come Leonard Kleinrock, come Vint Cerf, Lawrence Roberts e tutti coloro grazie ai quali la Rete oggi è al punto in cui si trova. Magari, secondo i loro nobili pensieri, senza truffe, senza spam, senza ridondanze e senza inutilità. Non è impossibile, ma bisogna impegnarsi. Tutti.

La Redazione

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