WiFi gratuito a Roma: e l’identificazione?
Roma – È giunta ieri notizia dell’apertura di un’area coperta da access point WiFi, dislocata in una delle piazze più note della Capitale. “La definisce la rete Internet gratuita più estesa d´Italia il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, inaugurando il punto hotspot – connessione libera per navigare sul web senza fili da un punto specifico della città – del caffè Rosati a piazza del Popolo”, si legge su Repubblica.it e molte altre fonti.
Il quotidiano racconta anche della recente aggiunta di altre zone, in parte centrali e in parte periferiche, tutte inquadrate nella stessa iniziativa. A cui si potrebbero presto aggiungere anche le strutture gestite da Aeroporti di Roma (quindi le strutture aeroportuali dove transita il pubblico).
L’iniziativa è senz’altro un indice di apertura verso una Rete a cui si tenta di far acquisire quella neutralità che oggi, per molti aspetti, stenta ad arrivare per via di dinamiche assolutamente non ristrette alla realtà italiana né tipiche solo di quest’ultima, tutt’altro.
Di fronte al lancio dell’iniziativa si pone, tuttavia, all’evidenza di tutti una dissonanza con i propositi, recentemente affrontati proprio dal Senatore Pisanu, secondo cui il proprio stesso decreto sarebbe stato da rivedere. Alessandro Glilioli de L’Espresso aveva infatti chiesto a Pisanu: “Non pensa che il decreto del 2005 sui punti Internet pubblici e in particolar modo sul Wi-Fi sia da modificare in senso meno restrittivo?”. Pisanu il giorno dopo ha confermato: “Ritengo di sì, tenendo conto, da un lato, che le esigenze di sicurezza sono nel frattempo mutate e, dall’altro, che l’accesso ad internet come agli altri benefici dello sviluppo tecnologico deve essere facilitato”.
C’è da chiedersi, dunque, come mai per questa iniziativa non ci si sia posti il benché minimo problema, né sul punto, né sulle prospettive di crescita: allo stato, sembrerebbe quasi che Nicola Zingaretti non rilevi alcun ostacolo, neppure nelle intenzioni normative derivanti dalla proposta del Sen. Pisanu ante modifiche e ante decisione su eventuale proroga.
Sembra inefficace sul nascere, a questo punto, il lanciare proposte come quella del Senatore Raffaele Lauro, che attiverebbero una stretta di freni contro chi ha la possibilità di restare anonimo con la massima facilità: basta un laptop, acquistato all’estero, nelle vicinanze dell’access point. Che, dopo aver agito, semplicemente si dilegua indisturbato nel nulla.
Marco Valerio Principato















http://www.aghenorblog.com/wp-content/uploads/2009/12/identificazione-abbonati-wi-fi.pdf
Mi raccomando, guardate la data
“per quanto concerne il punto relativo all’identificazione dell’utente che si connette alle reti di comunicazione elettronica attraverso la tecnologia wireless, si reputa condizione sufficiente, per soddisfare i requisiti previsti dalla normativa vigente, l’utilizzo del telefono mobile quale mezzo per attivare le procedure necessarie ad ottenere le credenziali di accesso alla rete stessa, in quanto consente l’identificazione, seppur indiretta, dell’utente suddetto.”
E vogliamo parlare anche del fatto che l’interfaccia della schermata di registrazione ai punti di accesso offerti dalla Provincia non è minimamente pensata per l’accesso con uno smartphone? Dimenticanza grave, a mio modesto avviso, specie tenendo presenti gli attuali trend di accesso alla Rete, sempre più raggiunta tramite device da tasca.
E peggio sarà, temo, amici miei, con la nuova Finanziaria appena varata che taglia fondi a tutti, Provincia in primis.