San Francisco, obbligo etichetta con le radiazioni emesse dai cellulari

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 17/06/2010
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A San Francisco entra per la prima volta in vigore una norma che obbliga i costruttori ad apporre sui cellulari un’etichetta con riportato il SAR (Specific Absorption Rate). Esultano i consumatori, meno i produttori

Roma – Nella città californiana di San Francisco è stata varata una norma secondo cui i cellulari in vendita debbono recare un’etichetta, con la scritta “Right to Know” (diritto di sapere), dalla quale si evinca con chiarezza il livello di radiazioni elettromagnetiche emesso dal modello in esame.

Secondo le cronache è la prima volta che viene approvata una norma simile. La battaglia per arrivare alla norma è stata condotta dal sindaco della città, Gavin Newsom, che dopo aver superato le sue stesse perplessità se ne è fatto convinto promotore, al punto da estendere campagne informative anche sui principali social network come Facebook e su Twitter, rastrellando immediatamente oltre un milione di follower.

L’etichetta dovrà riportare con chiarezza un valore, per la verità quasi sempre indicato all’interno dei manuali di istruzioni in tutto il mondo, chiamato SAR (Specific Absorption Rate), un parametro che nulla ha a che vedere con il “livello radioattivo” – come erroneamente riportato dalla stampa nazionale – bensì con le radiazioni elettromagnetiche emesse dal trasmettitore radio contenuto in ogni radiotelefono.

Grafica di un programma per computer con cui si misura il SAR

Grafica di un programma per computer con cui si misura il SAR

Il provvedimento mira a informare i potenziali clienti di questo aspetto, in merito a cui occorre comunque ricordare che, ad oggi, non esiste alcuna evidenza scientifica che abbia dimostrato una correlazione tra l’insorgenza di patologie e l’esposizione al campo radioelettrico dei trasmettitori radio dei cellulari.

Mentre le associazioni di consumatori locali e i consumatori stessi esultano per l’entrata in vigore della nuova norma, molto meno felici sono commercianti e produttori. “Si tratta di una misura che aiuterà il consumatore a fare una scelta informata”, ha affermato Sophie Maxwell, principale firmataria della misura.

Al contrario John Walls, VP Cellular Telecommunications and  Internet Association, sostiene che “Piuttosto che informare, l’ordinanza svierà i consumatori facendogli ritenere che alcuni modelli siano più sicuri di altri. Inoltre i cellulari devono già rispettare le linee guida della Federal Communication Commission”.

Per i produttori, inizialmente potrà osservarsi qualche lieve flessione ma, nel prossimo futuro, un simile provvedimento costituirà senz’altro uno stimolo alla progettazione il più accurata possibile, non tanto pensando alla salute pubblica quanto… al valore più basso possibile sull’etichetta.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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