Smartorrent, la risposta all’antipirateria francese

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 29/10/2010
Commenti 1 commento | Permalink

“E due”: dopo Ipredator, è il secondo circuito VPN in grande stile che prende il via, dedicato al traffico tranquillo in Peer To Peer. Basterà la lezione, o “non c’è due senza tre”?

Roma – Chi di schiaffi ferisce, di controschiaffi perisce. Questa la risposta che in Francia si sta prospettando per la (tristemente) famosa HADOPI, per via della quale se il condivisore pirataccio si ritrova ammonito per la terza volta, per legge può essere multato, sbattuto offline e obbligato a pagare ugualmente. Una risposta che viene da una versione tutta francese di un sistema già avviato in precedenza, Ipredator, e che ora viene offerto in madrelingua da Smartvpn.org con il pieno sostegno di Smartorrent, uno dei più amati siti torrentizi frequentati dai francesi.

In pratica, si tratta di abbonarsi – e per costi neppure salati – al servizio offerto da Smartvpn.org grazie al quale, trasformandosi la propria connessione in una connessione VPN cifrata, nessun HADOPI e nessun ufficio di Stato potrà sbirciare attraverso il traffico P2P svolto attraverso di essa.

Il… pacchetto è disponibile, tra l’altro, in offerta fino al 31 ottobre e costa esattamente come Ipredator: 15 euro per tre mesi, 30 euro per sei mesi, 60 euro per un anno. In pratica, per cinque euro al mese HADOPI può… cambiar mestiere.

E già adesso, a circolare nel circuito, ci sono ben più di quattro gatti, come si potrebbe pensare: in fondo a questa pagina ci sono le statistiche, da cui si evince che sul punto sono attivi poco meno di due milioni di iscritti, oltre 46mila file Torrent, più di mezzo milione di Peer, più di 400mila seeder e oltre 100mila leecher. Non per niente TorrentFreak lo cita come uno dei più grossi siti di file Torrent in lingua francese.

“Fin dal momento dell’entrata in vigore di HADOPI avevamo pensato ad avviare un servizio VPN”, dice a TorrentFreak Mr. Clever, cofondatore di Smartorrent. “Volevamo offrire ai nostri amati utenti la possibilità di continuare a scaricare in sicurezza utilizzando i nostri server VPN, che sono dislocati in Canada”.

E, quanto a VPN che fanno un po’ di rumore, siamo al numero due. Con cui le autorità, per l’ennesima volta, farebbero bene a chiedersi perché la gente non vuole privarsi della possibilità di scaricare quel che meglio crede, possibilmente in barba a qualsiasi copyright, né lo farà mai, né si lascerà intimorire da qualsiasi minaccia.

Purtroppo, di comprendonio sono duri, ma la Rete saprà dare a tutti la lezione che ognuno merita. Almeno fin quando non si decideranno a impedire per legge che i contenuti multimediali costino cifre tali da rappresentare autentiche istigazioni a delinquere.

Marco Valerio Principato

Sull'autore:

Marco Valerio Principato (1888 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureando in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.



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  1. LEUCCIO scrive:

    Comunque esistono anche programmi p2p completamente anonimi e gratuiti che permettono la condivisione senza assolutamente rischiare nulla.
    Vedi http://www.stealthnet.de/en_index.php
    e anche http://board.planetpeer.de/index.php

    Ciao.




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