Egitto, blackout di Internet e telefonia, fissa e mobile

La Redazione
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Pubblicato il: 28/01/2011
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La situazione in Egitto è preoccupante: i più importanti sistemi di telecomunicazioni, Internet e telefonia, sia fissa che mobile, sono oscurati. Oggi, “venerdì della collera”, si prevedono nuovi scontri e altra violenza

Roma – In Egitto la situazione si sta facendo insostenibile: il governo, nel tentativo di sedare le rivolte, ha attuato diverse misure tra cui l’oscuramento pressoché totale di diversi servizi di telecomunicazioni, inclusa Internet e i servizi di telefonia fissa e mobile.

Tra i primi a constatare l’inaccessibilità del Web è l’agenzia France Presse, che contattando diversi utilizzatori ha rilevato la totale irraggiungibilità. Lo stesso sito governativo, www.sis.gov.eg, al momento della redazione risulta risolto dal sistema DNS ma inaccessibile.

Durante la notte il Ministero dell’Interno egiziano ha diffuso una nota in cui comunica che saranno prese “misure decisive” contro i manifestanti, “in conformità con la legge”. Tali misure comprendono, come dimostrano alcuni messaggi su Twitter riusciti a fuoriuscire, il totale oscuramento delle linee telefoniche fisse e mobili.

La situazione, dunque, è alquanto preoccupante: Ben Wedeman della CNN ha commentato scrivendo “Niente Internet, niente SMS, cos’altro? I cellulari e i fissi? Questo è quanto si fa per la stabilità” e chiedendosi “Cosa farà l’Egitto, chiuderà completamente le comunicazioni con il mondo esterno?”.

Purtroppo, come emerge da alcuni inclementi filmati che Associated Press è riuscita a inviare in Rete, la violenza sembra proprio prendere il sopravvento, mietendo vittime con estrema disinvoltura.

Secondo alcuni Vodafone, operatore mobile largamente diffuso nel paese, starebbe spegnendo la rete cellulare e sembrerebbe che i video caricati su Facebook da chi è riuscito a connettersi negli ultimi momenti siano stati cancellati, anche se quest’ultima ipotesi sembra poco plausibile richiedendo un accesso amministrativo al portale.

La protesta d’altro canto è intensa e generalizzata e tutto lascia presagire che la vicenda non si concluda troppo rapidamente. Nella giornata di oggi, definita “venerdì della collera”, è previsto che le manifestazioni diano luogo a ulteriori scontri e gli osservatori, come l’americana Human Rights Watch, affermano che nel paese è in atto un utilizzo della forza da parte della polizia “totalmente inaccettabile e sproporzionato”.


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