Skype, la maledizione delle Telco?

La Redazione
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Pubblicato il: 15/02/2013
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Il traffico voce internazionale su Skype preoccupa le Telco: lo confermano gli studi di esperti di settore. Ma finché non sarà il loro approccio a cambiare, resterà dura.

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Una delle tabelle pubblicate da TeleGeograpy
Una delle tabelle pubblicate da TeleGeograpy
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Roma – Nonostante alcune polemiche riguardanti la privacy poi tamponate, il rapporto recentemente compilato da TeleGeography sta facendo mangiare il cappello agli operatori telefonici: il celebre sistema detiene il 30 per cento del traffico telefonico internazionale mondiale.

Mentre nel 2005 il traffico voce internazionale era sostanzialmente svolto per vie ordinarie, nel 2012 oltre la metà di quel traffico – che nel frattempo è anche cresciuto quantitativamente – è svolto via Skype e agli operatori tradizionali sono rimasti poco più che degli avanzi.

Le prospettive, stando a Stephen Backert (analista di TeleGeography) non sono affatto rosee. “La pressione sugli operatori continuerà ad aumentare nei prossimi anni – sostiene l’analista – Sebbene Skype sia piuttosto conosciuto per la sua applicazione vocale, è lontano da essere l’unica sfida per la telefonia residenziale tradizionale. Anche Google (Talk e Voice), WeChat (Weixin), Viber, Nimbuzz, Line e KakaoTalk sono diventati popolari. Forse è Facebook ancor più pericoloso per le telco; recentemente ha aggiunto la funzione di chiamata gratuita alla sua applicazione di messaging”.

Ed è vero: le minacce vengono da più parti. Purtroppo le compagnie telefoniche, in particolare quelle italiane, si ostinano a non voler comprendere che devono cambiare l’approccio al mercato.

Non è aumentando i canoni mensili, o svendendo la propria rete in rame, che si può raddrizzare un filone ancora ricco di potenzialità e capace di portare profitti. Ciò che va compreso è che la telefonia “tradizionale” (la c.d. PSTN o POTS) è un servizio ormai obsoleto, rimasto sostanzialmente invariato da quando esiste, se si sorvola sul passaggio dal disco combinatore alla tastiera a toni (la c.d. DTMF).

Oggi gli operatori dovrebbero pensare a sospendere totalmente le loro forniture di servizio telefonico tradizionale, lasciandolo disponibile solo per le persone anziane o per coloro che non dispongono – e non vogliono disporre – di un collegamento a Internet mediante una tecnologia come l’ADSL o simili.

Per tutti gli altri, la fornitura “predefinita” dovrebbe diventare esclusivamente in VoIP e dovrebbe essere ampiamente e liberamente configurabile, su queste pagine si è già detto più volte. Dovrebbero sparire le limitazioni come quella di non poter avere due, tre, quattro numeri aggiuntivi senza dover sborsare altro denaro.

Dovrebbe essere possibile configurare il proprio piano tariffario con maggiore libertà, includendo tariffe forfettarie con tetti minutari di più livelli, a prezzi tali da fare una concorrenza “seria”, ma anche proporzionata a servizi best effort come quello di VoipCheap, struttura che ad oggi rappresenta per le Telco un’autentica minaccia, limitata solo dal livello di servizio non garantito.

Dunque, finché questo approccio non cambierà, finché le tariffe saranno determinate dal “quanto voglio guadagnarci in ogni caso”, per le Telco difficilmente si prospetteranno tempi migliori. Si tratta di scegliere se guardare in faccia la realtà ed agire, oppure accontentarsi di continuare a maledire Skype.

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Nucleo redazionale del sito a cui lavorano i responsabili, ossia Marco V. Principato e Dario Bonacina, su articoli scritti da altri collaboratori o da essi stessi. Vedere le rispettive bio.



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