Microsoft denunciata: 59 dollari per un downgrade da Vista a XP

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 17/02/2009
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Roma – Ad una donna di Seattle sono stati chiesti dal rivenditore di computer 59.25 dollari per eseguire un downgrade da Vista a Windows XP su un computer nuovo, acquistato il 20 giugno 2008, dal produttore Lenovo.

Emma Alvarado, questo il nome della donna, non aveva nessuna intenzione di mantenere sul suo nuovo laptop l’attuale sistema di Microsoft, cioè Vista. Il rivenditore, per eseguire il downgrade, ha presentato il conto e per questa ragione la donna sta facendo ricorso alla class action.

“I consumatori hanno incontrato molte difficoltà nell’impiegare il sistema operativo Vista, e tali difficoltà sono state pubblicizzate in vari modi e su numerosi media”, si legge nel testo, di cui il Seattle Times ha ottenuto copia. “Di conseguenza, molti consumatori preferiscono acquistare un computer con preinstallato Windows XP o, almeno, senza Vista preinstallato”, prosegue il documento.

Microsoft, secondo quanto riportano molte fonti tra cui Seattle Tech Report, non avrebbe ancora avuto comunicazioni ufficiali: “Non ci è ancora stato comunicato nulla circa l’azione della Alvarado, dunque è prematuro fare commenti sul reclamo o sulle specifiche presunzioni”, ha detto una portavoce di Microsoft a The Register, ribadendo anche la posizione ufficiale dell’azienda sulla questione downgrade. “Microsoft consente il diritto al downgrade come parte della licenza di Vista, compreso il Vista Business acquisito tramite canali OEM”, ha detto.

La portavoce ha anche precisato che “Microsoft non addebita nulla e non riceve alcun diritto addizionale se un cliente esercita i propri diritti. Alcuni clienti scelgono di ottenere i supporti o hanno bisogno di ottenere assistenza per procedere al downgrade”.

Dalle parole della portavoce, dunque, sembrerebbe quasi si voglia lasciare aperto lo spiraglio della responsabilità individuale, del rivenditore e/o del cliente, per scelta dei quali potrebbe essersi determinato un costo che, in teoria, in queste condizioni non dovrebbe interessare Microsoft.

Non resta che attendere la comunicazione ufficiale per comprendere quale sarà la posizione del big di Redmond. Nel frattempo, su questa pagina, in formato PDF, è disponibile l’intero testo del «complaint», in italiano traducibile con reclamo ma in realtà di peso maggiore.

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