Google, fine dell’Authorship

John Mueller, webmaster trends analyst di Google
John Mueller, webmaster trends analyst di Google
La Redazione
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Pubblicato il: 31/08/2014
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Sparisce la funzione di visualizzazione dell’autore delle pagine dai risultati di ricerca. Google: «non serve, non cambia nulla, anzi, distrae rispetto ai risultati di ricerca».

«Sono stato interessato [a questa funzione, ndR] fin da quando abbiamo iniziato a provare l’evidenziazione degli autori nei risultati di ricerca. Abbiamo ricevuto molto riscontro da ogni categoria di Webmaster e utenti e abbiamo modificato, aggiornato e affinato il riconoscimento e la visualizzazione delle informazioni sugli autori. Purtroppo abbiamo anche osservato che questa informazione non è utile ai nostri utenti come avevamo sperato e, anzi, può addirittura distrarre, rispetto ai risultati di ricerca. Con tutto ciò in mente abbiamo preso la difficile decisione di dismettere la visualizzazione delle informazioni sull’autore nei risultati di ricerca».

Così John Mueller, webmaster trends analyst, sul suo profilo Google+ annuncia la fine della personalizzazione dei risultati con il nome dell’autore (o della testata) che precede il catenaccio con cui vengono elencati i risultati contenenti post, articoli o pagine riconducibili a un ben preciso profilo Google+ tramite la scritta “di (Nome Autore o Testata)”, dotata di collegamento ipertestuale al profilo e, in alcuni casi, della fotografia.

Secondo i sistemisti di Google, che hanno effettuato dei test rimuovendo temporaneamente e “a mano” la funzione, non si osserva alcuna diminuzione di traffico né di click sulle pubblicità. Nello stesso post, tuttavia, Mueller raccomanda di non rimuovere i collegamenti: sono comunque degli indicatori che il motore di ricerca sfrutta per migliorare la qualità e la pertinenza dei risultati.

Secondo altri osservatori la ragione potrebbe risiedere nel fatto che molti frequentatori di Google+ hanno abbandonato quel social network e, dunque, sarebbero energie sprecate. Addirittura, secondo Forbes, dopo la decisione sull’Authorship (intraducibile in pieno, ndR: potrebbe azzardarsi un “autorialità“), il prossimo della lista potrebbe essere lo stesso Google Plus.

A quanto si legge gli esperti in tema di Search, pur raccontandone la storia, non sembrano dare troppa importanza alla novità. Ricordano, però, che la sua scomparsa non significa anche la scomparsa del ranking degli autori: tolto l’Authorship, il ranking dell’autore resta e dunque gli autori dovranno comunque puntare – secondo l’ottica frontale di Google – alla qualità dei propri scritti.

Se la decisione sia o no “anche” dovuta all’unificazione dei contenuti tra desktop e mobile, non è dato saperlo con certezza, ma più di qualcuno lo ricorda. Dunque, per prudenza, alcune delle funzioni minuziosamente inserite per gestire quella caratteristica nei siti – incluso questo – possono essere rimosse ma, come par bene di capire, con cautela.

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