Un’altra ragione per dismettere Google Plus?

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 01/04/2015
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«Rimaneggia» oggi, «rimaneggia» domani, altre novità apparentemente presentate per Google Drive, riguardano invece (anche, o soprattutto) Google Plus. Che da un lato ne beneficia, dall’altro diventa meglio… dismissibile.

Roma – Come spiegava qualche giorno fa Dario Bonacina, «nemmeno a Google tutte le ciambelle riescono col buco e il social network Google+ (Google Plus) non risulta appunto tra i progetti meglio riusciti del gruppo di Mountain View». Eppure, ciò nonostante, ecco una novità da un lato, un possibile sospetto dall’altro: le foto e i video memorizzati sul social network made in Mountain View saranno disponibili su Google Drive.

Sono, appunto, quei continui rimaneggiamenti di cui parlava Dario Bonacina, che già bastano a far nascere sospetti: la volta scorsa il nostro vice parlava di Stream, Foto e Hangouts che «verranno presto scorporate per costituire servizi indipendenti». Stavolta, secondo il post del Google Drive manager, Josh Hudgins, gli utenti inizieranno a «vedere le loro foto in [Google] Drive oggi, immediatamente se sono nuove, dopo qualche settimana per l’intera propria libreria, dunque date occasione alla funzione di essere provata e fateci sapere cosa ne pensate», il che fa sorgere qualche perplessità.

Anche se la “scusa” ufficiale è quella di rendere «la propria esperienza Google Drive» migliore, non è difficile pensare a Google Plus, prima ancora che a Drive. Perché fare questo, se non per favorire la dismissione degli account senza doversi preoccupare di permettere all’utenza un graduale travaso dei materiali multimediali caricati nel corso del tempo?

Certamente non è solo chi scrive, né solo Dario Bonacina, a chiedersi come mai Google Plus sia ancora lì. Purtroppo, almeno dal punto di vista “di massa”, il paragone con Facebook è improponibile non solo quanto a funzionalità, ma soprattutto per ragioni di integrazione e di “Web nel Web”, ossia un ecosistema contro il quale persino per Google è difficile competere.

Coraggio, coraggio… non ci rimetterà molto. In fondo, Google ha molte, moltissime altre frecce al proprio arco. Non siete convinti che questa novità possa essere il prodromo di qualche annuncio di… dismissione?

Vedremo. Neppure fra troppo tempo, a velato parere di chi scrive.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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