Parlamento Europeo: Internet, sicurezza sì, ma anche libertà
Roma – La libertà sul Web innanzi tutto: questo il tema sottolineato dal Parlamento Europeo, che nell’approvare a larga maggioranza una raccomandazione diretta ai «ventisette», ha ribadito che la lotta alla cyber-criminalità non deve confondersi né sovrapporsi al pieno rispetto delle libertà.
“Gli Stati dovrebbero quindi intercettare e controllare i dati nel rigoroso rispetto della legge e limitare i casi in cui una società di Internet può divulgare dati alle autorità. Al contempo, occorre tutelare i bambini e le proprietà intellettuali, ed elaborare una strategia globale contro i «furti d’identità»”, si legge in apertura del comunicato.

Stavros Lambrinidis
La relazione, presentata dal deputato greco del Partito socialista europeo (Pse) Stavros Lambrinidis ha dato atto ad una risoluzione approvata con 481 voti a favore, 25 contrari e 21 astenuti. Strasburgo, dunque, “chiede anche agli Stati membri di condannare la censura imposta dai governi al contenuto che può essere ricercato sui siti Internet, «soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico»”, riferisce AdnKronos. “L’UE dovrebbe inoltre garantire – continua l’agenzia – che l’espressione di convinzioni politiche controverse su Internet «non sia perseguita penalmente». Inoltre, le capitali UE dovrebbero garantire che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare «il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca»“.
Toccati, dunque, i temi più scottanti sulla realtà della Rete di oggi, dove il furto di identità e la tutela dei minori rappresentano obbiettivi tanto importanti quanto difficoltosi da raggiungere. E proprio a proposito di tutela dei minori Roberta Angelilli, esponente parlamentare italiana del PDL-AN, ha proposto un emendamento che introduce il reato di «grooming», adescamento online dei minori a scopo sessuale, accettato nel corso del dibattito.
Anche sotto il profilo della privacy e con particolare riferimento al social networking, a Strasburgo è stato sottolineato che i cittadini debbono essere messi in condizione di accedere ai propri dati personali sul Web e, qualora ritenuto opportuno, chiederne ed ottenerne la rimozione.
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Stavros Lambrinidis





