WhatsApp vietato ai minori di 16 anni. Nessuno sapeva?

Teen girl using WhatsApp
Teen girl using WhatsApp
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 12/06/2015
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Soltanto adesso il mondo scopre che WhatsApp è vietato ai minori di sedici anni. Ora tutti i genitori si stupiranno. In realtà farebbero meglio a leggere, prima di concedere.

Roma – È in circolazione in queste ore la “notizia” – tra apici perché non la si può definire tale – del divieto di impiego di WhatsApp ai minori di sedici anni.

Non è una notizia per il semplice motivo che il divieto è chiaramente espresso nei Termini e Condizioni d’Uso di WhatsApp, esattamente al punto 9, che ogni utente avrebbe dovuto leggere attentamente prima di utilizzare l’App, ma che – come da italica tradizione – si è guardato bene dal fare.

Secondo tali termini, «tu affermi di avere, in alternativa, più di sedici anni, o sei un minore emancipato, o possiedi legalmente il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci, e sei pienamente in grado e competente per leggere questi termini, condizioni, affermazioni, rappresentazioni e autorizzazioni delineate in questi Termini e Condizioni d’Uso, nonché di rispettare e ottemperare gli stessi. In qualsiasi caso, tu confermi di avere almeno sedici anni e che il servizio WhatsApp non è inteso per ragazzi sotto i sedici anni. Se hai meno di sedici anni, non ti è consentito di impiegare il servizio WhatsApp».

Ora tutti faranno “ooh!”, facendo la boccuccia tonda stupita. Non c’è niente da stupirsi. Quel che c’è dietro è, semplicemente, tutela dei minori in quanto, come è stato più volte ribadito su queste pagine, l’utilizzo di WhatsApp comporta la duplicazione integrale della rubrica telefonica sui server di WhatsApp, il che equivale a dire consegnarla a Mark Zuckerberg, AD di Facebook, che è proprietaria di WhatsApp, per scopi di profilazione pubblicitaria e di incrocio di dati con Facebook.

Ad oggi non è dato sapere con certezza se non vengano anche eseguite scansioni sui contenuti delle conversazioni: la risposta ufficiale ovviamente è no, ma è ragionevole crederci, a fronte di un (teorico) canone di 79 centesimi l’anno, che definire simbolico è un eufemismo?

Questo, a chiare lettere, non lo dice nessuno, ma è proprio di questo che si tratta.

Però «eh, ma ce l’hanno tutti» continua ad essere l’idiota risposta dei beoti. Figurarsi a un ragazzino o a una ragazzina minore di sedici anni quanto possa interessare: se i genitori non glielo impediscono, perché dovrebbe preoccuparsene?

Utenti avvisati, mezzi salvati.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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