Elettrodomestici: cose da sapere sulle lavatrici «direct drive»

LG modello F2J6WN0W.
LG modello F2J6WN0W.
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Pubblicato il: 04/09/2017
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L’essere informatico mi ha permesso di capire all’istante le differenze tra le vecchie lavatrici e le nuove digitali. Condivido con voi per aiutarvi nella nuova esperienza.

Roma – Ho appena sostituito la lavatrice. Da una vecchia Candy, tradizionalissima, del tutto elettromeccanica, sono passato ad una macchina digitale, nel mio caso una LG da 6,5 Kg completamente elettronica (vedi immagine in testa e, finché funziona, il link sul sito di LG).

Da informatico, ho capito subito le differenze ma credo che, per molti, sarà bene proseguire la lettura, perché il comportamento di queste macchine è totalmente diverso da quello al quale si era abituati: potrebbe non solo sorprendere, ma addirittura far pensare – erroneamente – a dei malfunzionamenti. Dopo la lettura, nulla sarà più “strano”.

Iniziamo dalla scelta del brand. Amici mi hanno chiesto: perché LG e non, per esempio, Indesit, Ariston, Ignis, Zoppas, Hoover e simili? Semplicissimo: perché aziende come LG e Samsung, rispetto agli altri brand, investono infinitamente di più in ricerca e sviluppo. Dunque, le loro tecnologie sono, al contempo: migliori, più recenti, più collaudate, più raffinate, sotto tutti i profili, incluso quello energetico.

Non è un caso, infatti, che la quasi totalità delle lavatrici di LG e di Samsung sono costruite in classe energetica A+++ (le altre sono quasi sempre A++, se non A+), il che garantisce un ulteriore risparmio sulla bolletta dell’energia elettrica.

Il collegamento di installazione. Solitamente ci pensano coloro che la recapitano, tuttavia qui non c’è nulla di diverso dalla vostra precedente lavatrice: tubo di immissione acqua e tubo di scarico acqua saranno connessi esattamente come prima.

L’unica cosa che mi sento di raccomandare è di non sostituire la spina in dotazione. Solitamente questa è una spina di tipo Siemens, che richiede una presa a muro dello stesso tipo (vedi figura 1). Se non avete quel tipo di presa a muro, fatevela installare e chiedete all’elettricista di verificare che il collegamento di terra funzioni. Questo vi permetterà di evitare come la peste:

  1. la sostituzione della spina originale (fa decadere, tra l’altro, la garanzia!);
  2. l’uso di adattatori, di prese triple o di “ciabatte” (cliccare sui link per degli esempi), assolutamente sconsigliabili in quanto la lavatrice, qualsiasi sia, quando scalda l’acqua può assorbire oltre 2000 Watt e provocare surriscaldamenti in tali accessori, che possono scaturire in scintillazioni e, nei casi peggiori, in cortocircuiti e rischi d’incendio.

Quindi, nulla in mezzo: filo della lavatrice con la sua spina, infilata direttamente nella presa a muro e nient’altro.

L’uso della lavatrice. E qui viene il bello. Preparatevi: osserverete comportamenti che vi faranno persino pensare che sia guasta, o “impazzita”, invece nulla di tutto ciò. Ecco alcuni dettagli, non vincolanti perché spesso dipendenti dai modelli, ma solitamente validi.

Il motore “direct drive”. Essendo a controllo completamente elettronico, il motore “direct drive” significa semplicemente che è connesso direttamente all’asse che fa ruotare il cestello, senza alcuna cinghia: gli sta proprio “dietro”, non sotto. Il controllo elettronico fa sì che il computer possa decidere non solo potenza, velocità, senso di rotazione, ma persino di quanti gradi ruotare. Può, quindi, a differenza delle vecchie lavatrici, anche fare “mezze rotazioni”, persino un quarto, sia a destra che a sinistra, anche alternandole, passando dalla delicatezza di una piuma alla forza di un torrente impetuoso. Non ve ne stupite, dunque.

Per di più: niente cinghia, niente rischio di consumo e rottura della medesima. Inoltre: controllo elettronico significa, oltre a maggiore efficienza, grande silenziosità, molto, molto maggiore, al punto che per accorgersi che la lavatrice è accesa bisogna essere lì accanto, altrimenti il poco rumore si disperde già dopo 4-5 metri di distanza.

L’avvio. Eravate abituati al fatto che la lavatrice, una volta avviata, immetteva l’acqua attendendo che affluisse la quantità prevista, poi iniziava a ruotare il cestello a destra e a sinistra alternativamente per lavare. Ora no: l’acqua non verrà fatta entrare subito.

Prima partirà una procedura di pesatura della biancheria, che solitamente consiste in alcune rotazioni a secco del cestello, con movimenti a destra e a sinistra quasi “nevrotici”. Niente paura: è un modo per il computer che guida la macchina per sapere, a seconda di quanta resistenza fa la biancheria ad invertire il proprio moto, quanto pesa.

Immissione d’acqua. Prima, per circa un minuto, si udiva l’acqua scrosciare nella vaschetta, fino a livello raggiunto. Ora no: ora prima qualche spruzzo breve e ad alta pressione, allo scopo di “portar giù” il detergente (quindi evitate di usare le tazzette inserite nel cestello: lasciate che sia la macchina a gestire la cosa, usando il cassettino apposito e ricordate, a seconda di quanto calcare c’è nell’acqua, di aggiungere il Calfort o Calgon ogni tanto).

Ciò fatto, la macchina incamererà una parte dell’acqua necessaria, in base al peso della biancheria; farà quindi qualche rotazione del cestello allo scopo di capire “quanta acqua assorbe” la biancheria. Pausa, quindi (eventuale) altra immissione d’acqua per giungere alla proporzione ottimale. Può accadere anche più volte.

Lavaggio. Una volta partito, il lavaggio comprende sia la fase di riscaldamento dell’acqua alla temperatura prevista (se non è stato scelto il lavaggio a freddo), sia il rotolamento della biancheria a scopo rimozione sporco. Tutto, però, sarà diverso rispetto a prima: mentre le vecchie lavatrici si limitavano a far fare al cestello un certo numero di giri a destra, pausa, un certo numero a sinistra, pausa, e così via fino al primo scarico, una digitale fa anche altro.

Per esempio, è possibile che un certo numero di volte acceleri la rotazione, che sembra quasi voglia far partire la centrifuga, ma no, non è così: lo fa per togliere l’acqua dalle fibre e farla ricadere nella vasca, esattamente come si fa a mano, quindi riprende a ruotare un po’ a destra, un po’ a sinistra. Niente di strano, dunque: così facendo lava meglio, prima e più a fondo.

Scarico dell’acqua. Le vecchie lavatrici, quando il “timer” (solitamente elettromeccanico) scattava, aprivano l’elettrovalvola di scarico e avviavano la pompa di espulsione acqua, lasciandole accese fino ad avvenuto svuotamento della vasca (o a completamento della centrifuga).

La digitale non fa così: al fine di risparmiare energia, avvia elettrovalvola e pompa, ma una volta che l’acqua diminuisce le spegne. Agevola, quindi, l’accumulo di altra acqua da espellere con una “mini centrifugata” a bassissima velocità, che estrae altra acqua dagli indumenti, e solo dopo riaccende elettrovalvola e pompa per espellere altra acqua. Questo ciclo si ripeterà due, tre, anche quattro volte, dipende da quanta acqua trattengono i tessuti in lavaggio. Niente di strano, anche qui.

Non vi stupite neppure di qualche “gorgoglìo” che potreste sentire durante gli intervalli tra i funzionamenti della pompa di scarico: derivano dal fatto che la macchina svuota completamente i tubi.

Centrifuga. La vecchia lavatrice, durante la centrifuga, a volte oscillava furiosamente, magari perché la biancheria si era ammassata da una parte. La digitale, invece, “se ne accorge”: prima di centrifugare, controllerà che la biancheria sia disposta in modo da assicurare il meno vibrazioni possibile. Lo farà iniziando a centrifugare a bassissima velocità e verificando che le oscillazioni non siano eccessive.

Se così non fosse – grazie al motore “direct drive” e al computer – rallenterà o addirittura fermerà la rotazione e inizierà a fare strani movimenti avanti e indietro con il cestello, per poi ritentare di alzare la velocità e misurare le oscillazioni. Se sono abbastanza contenute, inizierà ad accelerare e centrifugare davvero. Se non lo sono, ripeterà l’operazione (in modo leggermente diverso,  più o meno “energico”), finché non riesce a ottenere una distribuzione sufficientemente omogenea dei panni bagnati. Solo allora, a misura terminata, inizierà (molto gradualmente) ad accelerare, per arrivare alla massima velocità scelta che, nel caso del modello in mio possesso, è 1200 giri al minuto.

Durante la centrifuga, come per lo scarico, si sentiranno elettrovalvola e pompa di scarico essere azionate più volte, sempre per risparmiare energia: niente di strano, la macchina si accorge di quando c’è acqua da scaricare e quando no, dunque non le mantiene in funzione se non ce ne è bisogno.

“Restituzione” della biancheria. Al termine della centrifuga, specie ad alta velocità, ci sarà un ciclo di oscillazioni del cestello avanti e indietro, che quasi sembra impazzito. Non è così: lo fa perché gli indumenti sono “incollati” alle pareti del cestello per via della forza centrifuga. Tali movimenti apparentemente nevrotici distaccano gli indumenti delicatamente, così che possano essere estratti dal cestello senza fatica.

E il “mezzo carico”? Sciocchini: non c’è, una lavatrice digitale ha tutte le vie di mezzo, dal pieno carico fino al singolo asciugamano, per questo pesa la biancheria, dunque non avrebbe senso una funzione di “mezzo carico”. L’unica cosa che non può fare è dosare il detergente: quello resta a voi. Se intendete lavare due asciugamani piccoli, inserite pochissimo detergente, la lavatrice laverà tranquillamente – e bene – usando meno acqua, meno tempo, meno energia: se ne accorge perfettamente. Non ci credete? Allora osservate il livello dell’acqua: vedrete che sarà identico a quello raggiunto quando è “piena” e quando ci sono, quindi, molti panni carichi d’acqua oltre a quella in vasca. Ovvio che deve essere di meno, no?

Un ultimo consiglio, sempre valido. Non “ingozzate” la lavatrice di panni. Con le vecchie, potevate anche farlo: tutt’al più, avrebbero lavato male e avreste prodotto sofferenze da surriscaldamento al motore. Con una digitale, se avevate quell’abitudine, dovrete perderla, semplicemente perché, se esagerate a caricare, la macchina si rifiuterà di partire o andrà in blocco subito dopo. In tal caso dovrete scaricare l’acqua, togliere alcuni panni, rimettere il detergente e riavviare il lavaggio.

Non è per farvi un dispetto: semplicemente, se sovraccaricata, la macchina non può assicurarvi un lavaggio perfetto, tutto qui.

Tutto chiaro? Ora non dovrebbe stupirvi più nulla.

Marco Valerio Principato

N.B.: i marchi sono citati solo per chiarezza, questo non è un articolo sponsorizzato.

(Articolo in formato PDF)

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.

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