Facebook a quota 200 milioni: ormai è più di una nazione
Più della somma di Brasile e Giappone, più che una nazione: 200 milioni di utenti attivi per Facebook, tra spumante e cotillons. Non senza qualche pensiero
Boston – Sono tanti, ormai in Brasile e in Giappone sono di meno, un evento che va festeggiato, magari facendo team con qualche iniziativa benefica. Sono gli utenti di Facebook, il cui ammontare ormai è attestato sui 200 milioni.
Una crescita che fa invidia a moltissime realtà, ma questi sono i numeri: Mark Zuckerberg lo aspetta già da qualche giorno, con l’intenzione di far qualcosa di concreto all’arrivo del duecentomilionesimo utente. Nulla entrerà nelle casse del socialportale per le iniziative che Zuckerberg intende sostenere: tra il 90 e il 95 per cento di tutte le iniziative in corso andrà alle organizzazioni con cui Facebook ha stretto accordi, mentre il (poco) rimanente andrà a coprire esclusivamente i costi di gestione.

Mark Zuckerberg, presidente di Facebook
“Crescere rapidamente, raggiungere i 200 milioni di utenti è davvero un buon inizio, ma noi sappiamo perfettamente che affinché Facebook possa aiutare la gente ad essere rappresentativa di qualunque cosa accada nel mondo, tutti debbono aver modo di far sentire la propria voce”, ha scritto Zuckerberg.
La realtà di Facebook ha rivoluzionato, per alcuni aspetti, il concetto di «amicizia»: se nella vita reale c’è bisogno di almeno un buon amico, secondo le statistiche interne ma anche secondo alcuni osservatori, su Facebook la media degli amici è di 120 e il socialportale lo spiega in un video.
Alcuni si chiedono se una così florida e veloce crescita non sia da considerarsi un pericolo: da presidenti a studenti, da personale di servizio a pulitori di finestre, Facebook ha cambiato il modo di comunicare con amici, partner, famiglia e colleghi di lavoro, illustra ZDNet. Non starà diventando «troppo potente»? Non solo: al di là della potenza, quale sarà il prossimo passo che farà, come determinerà il futuro? Impossibile dare una risposta concreta, anche se alcuni ritengono che, dopo un picco di notorietà e diffusione capillare in tutto il mondo, possa accadere ciò che è accaduto per Second Life: «yawn» (sbadiglio).
Che Facebook sia in alcuni casi visto come una specie di mina vagante, in particolare per quanto riguarda la privacy, non c’è dubbio. Che sia passato pochissimo dalla precedente pietra miliare dei 175 milioni di utenti, non c’è dubbio. Forse Zuckerberg sta preparando striscioni, con scritto sopra “Zuckerberg for President”? Può darsi, ma occorrerà attendere un po’: il Presidente Obama è stato eletto da troppo poco tempo.
Fred J. Ferreri































