Geocities, pietra miliare del Web, abbassa la serranda

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 27/04/2009
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Roma – Era una sorta di città virtuale, un luogo dove ciascuno poteva aprire il proprio banchetto e presenziare in Rete con le proprie pagine, quando aprire un sito non era così facile. Questo era Geocities, un sistema di pubblicazione di siti personali dove molti internauti si sono formati alla presenza online. Era, perché Yahoo! dopo averlo acquistato quasi dieci anni fa per 3 miliardi di dollari, la scorsa settimana ha deciso di chiuderlo nell’arco del 2009.

Non si sa esattamente quando tale chiusura avverrà: “Abbiamo deciso di impedire la registrazione di nuovi utenti su GeoCities in quanto ci stiamo maggiormente focalizzando sull’aiutare l’utenza ad esplorare e costruire nuove relazioni online in altri modi. Chiuderemo GeoCities tra qualche tempo, quest’anno”, si legge sullle FAQ.

L’effetto della crisi, il sopravvento del Web 2.0? Forse, anche se alcuni sottolineano come sia scorretto inquadrare GeoCities nel mondo del Web 1.0 classificandolo, anzi, un antesignano del Web 2.0 che, a ben pensarci, per alcuni aspetti – si pensi ai “quartieri” di GeoCities - ricorda vagamente Second Life.

Purtroppo, fa notare MyTech, la situazione economica di Yahoo! non è brillante. Lo scenario davanti al nuovo Amministratore Delegato Carol Bartz è aggressivo, i tagli ai posti si susseguono e il taglio delle attività non remunerative sta diventando un imperativo.

Niente nuovi account su GeoCities: Notebook Italia ci ha provato ma ha ricevuto il diniego (Click per ingrandire)

Niente nuovi account su GeoCities: Notebook Italia ci ha provato ma ha ricevuto il diniego (Click per ingrandire)

Pertanto, chi ha un sito su Geocities farà bene a salvarsi tutto: già da ora, come ha fotografato anche Notebook Italia (v. immagine a lato), qualunque tentativo di registrare un nuovo account viene rifiutato. Chi ha accesso, dunque, se ci tiene copi i propri dati in locale.

Non è da escludersi che Yahoo! tenti di far migrare gli attuali titolari di account sulle proprie proposte di Hosting, naturalmente a pagamento: per alcuni potrebbe anche trattarsi di una chance da sfruttare, mentre per tutti coloro che hanno visto in GeoCities un sistema per presenziare gratuitamente online, la “pacchia” sta per finire.

Chi non dovesse proprio fare in tempo, tuttavia, non disperi: c’è sempre Internet Archive, sul quale almeno una parte dei vecchi contenuti (fino al 2001 ci sono) dovrebbe restare disponibile.

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