CompuServe, è tutto finito, tutto racchiuso in alcune slide

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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 13/07/2009
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Roma – Molti lo ricorderanno, i più giovani forse no. Terminate le ultime migrazioni per gli utenti email, la chiusura di CompuServe – avviata tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2009 – è ormai definitiva e segna la fine di un’avventura durata esattamente trent’anni, lasciando nei cuori di chi vi è stato abbonato un profondo squarcio, compreso chi scrive.

Fondato nel 1969 come servizio di elaborazione dati in time-sharing, CompuServe è nato a Columbus, nell’Ohio, ed ha portato da subito avanti le prime esigenze di essere online delle industrie dei servizi. Nel 1979, CompuServe è divenuto il primo servizio in grado di offrire posta elettronica e supporto tecnico agli utenti di computer. Attraverso il suo simulatore di ricetrasmettitore Cititzen Band, nel 1980 è stato il primo a portare nuova linfa ai servizi social attraverso quell’innovativo, per l’epoca, servizio di chat. Nel 1982, l’azienda ha formato la propria Divisione Servizi di Rete, iniziando con il fornire connettività WAN prima ai clienti corporate e, pian piano, anche ai privati, diffondendosi in tutto il mondo.

Tra i primi effetti della sua chiusura c’è senz’altro il ricordare quanto tempo è passato, quanto pionieristica sia stata la sua presenza, per aver permesso l’accesso a risorse allora diversamente impossibili – o quasi – da impiegare. Chi scrive, ad esempio, disponeva dell’indirizzo email 100010,3617@compuserve.com, piuttosto criptico e difficile da ricordare, come peraltro quello di tutti coloro che ne disponevano – ma costituiva il passaporto per l’accesso alla posta elettronica, impossibile da usarsi (almeno in Italia) perché all’epoca – anni 80 – nessuno, eccetto pochissime istituzioni all’avanguardia come l’Istituto Nazionale Fisica Nucleare, lo stesso CERN, alcuni tra i più importanti Atenei e pochissime industrie, disponevano di server configurati per fornire a terzi un indirizzo di posta elettronica.

Il vecchio logo di CompuServe

Il vecchio logo di CompuServe

In quegli anni Internet era difficile da impiegare anche con il semplice modem, allora già veloce se a 1200 baud. Non c’erano PoP (Point of Presence, punti di presenza) gestiti da alcun provider locale: per dialogare in qualche modo con quel che allora era la Rete, occorreva la mediazione di mostri come CompuServe, grazie ai quali c’era una sorta di contatto, sia pure in differita, non certo in tempo reale.

CIM per DOS - Photo Credit: atarimagazines.com (click per ingrandire)

CIM per DOS - Photo Credit: atarimagazines.com (click per ingrandire)

Molti ricorderanno anche l’utilizzo dei pacchetti software (CIM, CompuServe Information Manager e successivamente WinCIM, versione per Windows a 16 bit), grazie ai quali si tentava di svolgere la maggior parte delle operazioni di consultazione di forum, lettura di messaggi e prelievo di news praticamente tutto offline: quei programmi infatti ne prevedevano la scelta, schedulazione e accodamento per poi svolgerle tutte insieme durante la connessione con il modem, da tenere il più breve possibile.

Il contatto, infatti, dal di fuori degli Stati Uniti avveniva comunque via modem, tramite costosissime – all’epoca – telefonate internazionali, il cui aggravio fu in parte attenuato grazie alla successiva partnership tra CompuServe e Infonet, una rete oggi confluita in BT che permetteva di raggiungere i “nodi” di CompuServe facendo con il modem una “economica” telefonata europea (spesso in Germania, tra i primi nodi Infonet a mettere a disposizione un PoP equipaggiato con modem a 9600 baud).

Una delle ultime versioni di WinCIM, in funzione sotto Windows 95 - Photo credit: vatlieu.us - (Click per ingrandire)

Una delle ultime versioni di WinCIM, in funzione sotto Windows 95 - Photo credit: vatlieu.us - (Click per ingrandire)

Ma erano già passati diversi anni, la Rete iniziava ad essere presente anche in Italia e, in breve, sfruttare quel canale per connettersi ad Internet è divenuto superfluo perché superato dagli accessi via modem messi a disposizione dagli ISP locali, nel frattempo affacciatisi sul mercato e raggiungibili chiamando con il modem dei numeri di rete urbana locale, molto più economici.

Di CompuServe, dunque, oggi resta solo il caro ricordo, la gratitudine per aver contribuito per primo alla diffusione capillare della connettività in tutto il mondo e per aver segnato una tappa fondamentale nel viaggio che, dopo anni e anni, ha portato a quel che è oggi la Rete.

ChannelWeb ne propone una breve storia in slide, corredata di commenti, a segnare il termine ultimo di questa bella avventura, pioniera persino nelle primissime chat, come ricorda Reuters India. Certo: oggi un servizio come CompuServe, non rappresenterebbe più nulla, è comprensibile che America On Line, l’ultimo proprietario dell’ex-gigante, abbia deciso per lo shutdown.

Eppure, per chi lo ricorda, è stato proprio là che il concetto di socializzazione in Rete ha dato i propri primi vagiti, attraverso i numerosi forum che metteva a disposizione ed ai quali partecipavano, nel caso di quelli tecnici e informatici, personaggi di grande rilievo, spesso dipendenti o dirigenti delle stesse case come Microsoft, IBM ed altri nomi più che ben conosciuti. Grazie ai quali utenti di paesi distanti si leggevano l’uno con l’altro, dandosi risposte assieme agli esperti e mantenendo, nel seguito, contatti diretti.

Non resta che ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa magnifica avventura, che hanno fatto divenire realtà ciò che per tantissimi sarebbe rimasto, all’epoca, esclusivamente un sogno. Non senza un filo di commozione, però, da questo momento CompuServe resterà un caro ricordo, segnato nei cuori, in Wikipedia e, probabilmente, nei migliori libri di storia dell’Informatica.

Marco Valerio Principato


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  1. [...] a CIM e WinCIM, di cui ho accennato oggi sul New Blog Times, forse qualcuno ricorderà un altro software, velocissimo anch’esso [...]

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