Creative Swarm: ricerca di finanziatori in salsa Open

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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 26/07/2010
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Roma – È nato Creative Swarm, un’iniziativa completamente online mirata al reperimento di finanziamenti per qualunque idea, dove i finanziatori sono gli internauti stessi.

In breve e in pratica: si presenta un’idea, quale essa sia, attraverso il sito dell’iniziativa. L’idea sarà così esposta alla valutazione del più grande pubblico del mondo, quello della Rete. Ciascun componente del pubblico sarà libero di analizzare l’idea, interagire con il creatore / la creatrice o il gruppo creatore e decidere, eventualmente, di finanziarla. Una sorta, dunque, di incubatore Open Source di imprese.

Perché swarm? Il termine indica “il comportamento di aggregazione di animali simili in dimensioni e orientamento del corpo, spesso in movimento di massa verso la stessa direzione”, spiega Wikipedia in lingua inglese, esponendo come immagine esplicativa un alveare naturale pieno di api.

C’è dunque un interesse comune, un fine comune da raggiungere, per il quale tutti gli “animali” si industriano e contribuiscono per il raggiungimento di quello stesso fine. L’idea in sé è assolutamente originale, come indiscutibile è la creatività intrinseca che porta con sé: di qui l’aggettivo creative anteposto a swarm.

Modi, tempi, vincoli, tutele, transito di capitali, è tutto previsto nell’apposito sito, attualmente ancora in fase preliminare e al momento solo in cerca di adesioni concettuali, cioè di registrazioni di utenti che condividono l’idea e ritengono possa avere un futuro. La risposta alla domanda che galleggia nella mente di ciascuna persona i cui occhi sono ora fermi su questa pagina: “c’è da pagare qualcosa?”.

La risposta è no. Ci sarà se, e solo se, il progetto di cui si sarà letto avrà risvegliato scenari, possibilità, soddisfazioni personali, voglia di costruire insieme a qualcun altro e si desidererà finanziarlo. L’iniziativa è fondata da Sebastiano Amato e Laura La Manna, entrambi ingegneri informatici, ideatori e fondatori del progetto, che saranno ben lieti di rispondere a qualunque interrogativo.

I due ideatori hanno scelto come cornice dell’iniziativa una frase di Pierre Lévy: “Il fine più elevato di Internet è l’intelligenza collettiva”. Frase che sintetizza in maniera pressoché perfetta non solo lo scopo, ma anche il meccanismo di autotutela di cui l’internauta si può servire nel confrontarsi con l’analisi di una qualsiasi idea, nella piena consapevolezza di non essere solo.

Qui di seguito uno slideshow che presenta in breve l’iniziativa.

Marco Valerio Principato


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