Gasbarri, il Senatore da «3 GIGA»

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 11/10/2008
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Roma – Lo hanno capito tutti ugualmente (si spera), ma nessuno si è preoccupato degli errori: il Sen. Gasbarri, del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere se non si configuri inganno nei confronti dei consumatori, a proposito della Internet Key di Vodafone, lo strumento di connettività offerto dal noto operatore cellulare sia separatamente, sia insieme alla Vodafone Station.

Il Senatore Mario Gasbarri (PD)

Il Senatore Mario Gasbarri (PD)

Firmata anche da altri personaggi politici, l’interrogazione è stata riportata da una moltitudine di siti Internet, testate giornalistiche e blog. Nessuno, però, si è accorto di un errore fondamentale, che dimostra ancora una volta quanto il mondo politico e istituzionale sia distante dalle Cose della Rete.

Il testo riportato dall’Agenzia ADNKronos, era partito bene ma poi dice:

“Ma il servizio non corrisponde a quanto proposto – aggiunge il senatore del Pd – in realta’, infatti, per funzionare al meglio, la Internet Key ha bisogno di ponti radio da 3 Giga, in grado di sostenere alte velocita’ di connessione e di trasmissione dati. In pratica, la Internet Key funziona quasi esclusivamente nei grandi centri urbani”

E, insieme ad ADNKronos, una moltitudine di siti hanno fedelmente riprodotto il testo, errore compreso.

Intanto, non esistono «ponti radio da 3 Giga», se mai esistono ponti radio 3G. Poi, non sono ponti radio bensì Stazioni Radio Base. Infine, perché la Internet Key possa funzionare a 7.2 megabit occorre non il semplice 3G (che consentirebbe massimo 384 Kbps), bensì la modalità HSDPA, dunque 3,5G evoluto, e il segnale deve essere piuttosto intenso, il che equivale a dire che la Stazione Radio Base deve trovarsi a un centinaio di metri di distanza, non oltre, pena un rapido degrado della velocità. Condizioni, effettivamente, presenti solo in una percentuale di casi troppo ridotta per poterle considerare “lo standard” di servizio offerto dalla Internet Key.

Stupisce che anche media piuttosto affermati non abbiano rilevato l’errore: non si tratta di puntiglio ma di constatare come proprio quei personaggi in mano ai quali vi è il potere sottoscrivano testi imprecisi, dimostrando di parlare più per “sentito dire” che per vera consapevolezza tecnologica. Sono quegli stessi personaggi grazie ai quali, poi, siti come The Pirate Bay subiscono provvedimenti di “sequestro preventivo” e i cui interventi, in questi casi, fanno dubitare se le ragioni che li spingono a farli siano (solo) a difesa del cittadino o (anche) asserviti ad altri meccanismi. Chissà quanti, ora, si stanno domandando “cos’è un ponte radio da 3 Giga”: viene il sospetto che tutti gli operatori dell’informazione abbiano riportato il testo integralmente al solo scopo di esporre al pubblico la cultura tecnica nel suo splendore integrale.

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  1. [...] una nota un po’ stonata in questa illustrazione, che ho visto evidenziare solamente dal New Blog Times (bravo Marco): i ponti da 3 Giga. GigaBit? GigaByte? GigaCosa? Giganiente, non esistono ponti radio [...]