USA, un vero e proprio raid antipirateria

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 29/11/2010
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The Pirate Bay ha perso il ricorso in appello e qualcuno auspica la sua chiusura, con la collaborazione di governi e ISP. Non bastasse, circa 70 siti di “ricerca file Torrent” finiscono sotto sequestro: tempi duri?

Roma – La scorsa settimana negli Stati Uniti ha preso il via un vero e proprio raid antipirateria, messo in atto dalle stesse autorità statunitensi, i cui effetti si sono manifestati con cartelli di sequestro ed esortazioni alla chiusura.

Molte vittime stanno ricadendo tra quei siti normalmente dediti all’attività di stima, raccolta ed elencazione di realtà Web attraverso le quali è possibile cercare e trovare file BitTorrent, da impiegare poi nei propri programmi P2P per ricevere i relativi file.

Secondo il celebre blog TorrentFreak, ad oggi sarebbero circa 70 i siti che, al posto della propria Home Page, pubblicano un avviso congiunto ICE-Homeland Security Investigations, il cui scopo è avvertire i visitatori che “questo nome a dominio è stato sequestrato da ICE – Homeland Security Investigations, in ottemperanza a un ordine di sequestro emesso dalla Corte Distrettuale degli Stati Uniti”.

L'immagine originale esibita dai siti sotto sequestro  (click per ingrandire)

L'immagine originale esibita dai siti sotto sequestro (click per ingrandire)

Una copia integrale di tale avviso è riprodotta qui sulla destra.

Molti titolari si sono rivolti ai rispettivi upstream provider, racconta TF, chiedendo lumi su quanto stava accadendo, ma questi ultimi hanno precisato di non aver alterato nulla e di notare che ogni variazione intervenuta era stata posta in essere direttamente da ICANN, la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers.

Alcuni, come Torrent Finder, sono rimasti attivi su un altro nome a dominio (Torrent-finder.info), non ancora “caduto” tra le maglie. La conferma ufficiale dell’operazione in corso c’è stata, ne ha parlato il quotidiano The New York Times, al quale però le autorità non hanno fornito, oltre alla conferma, alcun ulteriore dettaglio, essendo la vicenda in pieno corso.

Anche se alcuni gongolano ricordando che The Pirate Bay è ancora attiva, anche per quest’ultima la minaccia all’orizzonte è già delineata: l’unico ostacolo è costituito dalla giurisdizione, non diretta per via della dislocazione dei computer di cui si serve la Baia dei Pirati.

Quest’ultima, infatti, è appena stata di nuovo nell’occhio del ciclone giudiziario perdendo un appello, con rimodulazioni di pene e sanzioni ma con annesso un episodio alquanto singolare: Frances Moore, presidente di IFPI, ha diffuso una nota a corollario della sconfitta in appello, dichiarando in chiusura “è ormai il momento per The Pirate Bay, i cui estensori sono stati richiamati due volte dalla Corte, di chiudere. Da questo momento noi riponiamo fiducia in governi e provider perché prendano atto del provvedimento e facciano la cosa più responsabile, ovvero effettuare i passi necessari perché The Pirate Bay chiuda”.

Monique Wadsted, un legale rappresentante dell’industria mediatica americana ha riferito al sito The Local, che pubblica notizie della Svezia in lingua inglese, di essere convinta che “nell’arco di due anni questo tipo di pirateria scomparirà. Dopo sentenze come questa e tenuto conto che i pionieri nel campo iniziano a invecchiare e ad avere famiglia e bambini, la pirateria non arriverà più a certi livelli”.

Stranamente, autorità e legali rappresentanti sembrano dimenticare che, in tempi (quasi) non sospetti, hanno iniziato a prendere il volo iniziative come Ipredator, come Smartorrent e, davvero in tempi non sospetti, strumenti come OneSwarm: se, con il passare del tempo e, soprattutto, con i giovani che sostituiscono i vecchi di cui parla Wadsted, se ne parlerà sempre meno, è assai più probabile dipenda dalla maggiore irrintracciabilità, piuttosto che da un declino del fenomeno.

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Nucleo redazionale del sito a cui lavorano i responsabili, ossia Marco V. Principato e Dario Bonacina, su articoli scritti da altri collaboratori o da essi stessi. Vedere le rispettive bio.



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