Dove ricaricare l’auto elettrica? Te lo dice una App

The New Blog Times
Dario Bonacina
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Pubblicato il: 09/03/2011
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Avere un’auto elettrica e non sapere dove fare rifornimento è un problema, ma PlugShare può risolverlo. A patto di avere un iPhone, un iPad o un iPod Touch

Milano – Tra le feature di un navigatore satellitare è possibile trovare utili database di POI (points od interest, punti di interesse), tra cui ristoranti, alberghi, cinema, teatri, officine e stazioni di rifornimento. Chi viaggia con un auto elettrica, probabilmente, apprezzerebbe avere anche  preferirebbe sapere dove trovare un punto di ricarica, per fare il pieno di energia. Un’informazione che oggi è possibile avere dall’iPhone, grazie a PlugShare.

Ovviamente si tratta di una app, fresca-fresca di rilascio e utilizzabile anche sugli altri dispositivi Apple dotati di iOS (iPod Touch e iPad), realizzata da Xatori proprio per dare agli automobilisti la possibilità di rintracciare, sulla mappa della zona in cui si trovano, la stazione di ricarica più vicina. Forrest North, CEO e co-fondatore dell’azienda, motiva la sua mission: “Vogliamo costruire e sostenere una comunità che si muove verso un tipo di trasporto più pulito. La maggior parte delle persone carica un veicolo elettrico a casa propria e molto spesso non ne supera l’autonomia. Questa app offre una sorta di piano di emergenza e da’ più sicurezza”.

L’intento dichiarato è dunque quello di consentire, a chi ha scelto un veicolo non inquinante, di fare viaggi più lunghi, superando i limiti imposti dall’autonomia delle batterie che, alla stessa stregua di un serbatoio di carburante, devono poter essere ricaricate anche lontano da casa per consentire, anche all’automobilista che ad esempio potrebbe aver sbagliato i propri calcoli su quanti km poteva percorrere, di non rimanere a piedi.

Due screenshot di PlugShare. Credit: TechCrunch.com/Xatori (click per ingrandire)

Come osserva TechCrunch, è un orientamento che va incontro all’obiettivo di indipendenza dal petrolio, caldeggiato negli USA da Barack Obama, realizzabile con investimenti in energie prodotte da fonti rinnovabili. PlugShare, inoltre, ha una logica partecipativa: l’elenco delle stazioni di ricarica è compilato volontariamente dai titolari dei power outlets, ossia da coloro che materialmente offrono la propria presa di corrente per consentire la ricarica all’automobilista, formando una sorta di community.

Non bisogna trascurare il fatto che questo tipo di organizzazione – oltre a contribuire ad un sistema di trasporto a emissioni zero – può essere foriero di business. Considerando che il rifornimento di un’auto elettrica impone un certo tempo di ricarica, chi ha già un certo tipo di attività commerciale potrebbe offrire un servizio aggiuntivo ai propri clienti: un supermercato che dispone di un parcheggio potrebbe ad esempio offrire punti di ricarica rapida; motel, alberghi e bed & breakfast, in prossimità dei posti auto, potrebbero invece collocare prese di corrente, che permettono una ricarica più lenta, ma effettuabile nottetempo.

Vantaggi per l’ambiente e benefici per attività e aziende. Cavalcare il cambiamento verso le energie pulite può rivelarsi una scelta conveniente e non solo negli States: le auto elettriche si stanno diffondendo anche nel vecchio continente, dove – è notizia delle scorse ore – anche Chevrolet intende sbarcare con la sua nuova Volt.

Dario Bonacina

Sull'autore:

Dario Bonacina (360 articoli)

Tecnico informatico e TLC per un gruppo industriale, freelance blogger/journalist, ha collaborato e collabora con varie testate e siti di informazione tecnologica tra cui ComputerWorld, Punto Informatico e Tekneco.



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