Punto Informatico perde del tutto i De Andreis

La testata di Punto Informatico, subito prima dell'acquisizione da parte di Edizioni Master
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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 03/11/2009
Commenti 10 commenti

Roma – Un’altra mossa a sorpresa, per molti aspetti scontata specie per chi, come parte di questa Redazione, ha partecipato alla conduzione di quella rivista: Paolo e Andrea de Andreis, dal 1 novembre 2009 sono del tutto estranei a Punto Informatico, la rivista che ha fatto un po’ la storia dell’informazione del settore ICT in Rete dal 1995 ad oggi.

Molti hanno facilmente preconizzato l’allontanamento di Paolo De Andreis, che pur avendo in passato assicurato di non lasciarne la guida o comunque la compartecipazione strategica, ha rappresentato per quella rivista la chiave giusta per farla essere ciò che gli altri non erano e non sono.

La guida di Paolo – cosa che probabilmente l’attuale editore non ha affatto afferrato – era fondamentale: Paolo ha svolto il suo ruolo di Direttore Responsabile in modo decisamente anomalo rispetto all’accezione classica del termine. Si è adoperato per conferire davvero al giornale che dirigeva una linea editoriale univoca, anticonformista, per certi versi contestatrice e rivoluzionaria ma, proprio per questo, tanto apprezzata da una schiera vastissima ed eterogenea di lettori.

Oggi quel giornale è totalmente cambiato. Ha rinnovato (parzialmente) il proprio stile grafico, tentando di conferirsi un aspetto più duepuntozero rispetto al precedente; ha cercato di introdurre nuove penne – alcune delle quali hanno senz’altro ottimo valore – che hanno gradualmente sostituito quelle che hanno lasciato la rivista; ha rivoluzionato il proprio metodo di pubblicazione rigettando con decisione la rigorosa uscita degli articoli “alla mezzanotte”. Ma tutto questo – gli affezionati e tanti “vecchi” lettori lo sanno benissimo – non basta.

Purtroppo non si può che prendere atto della realtà. Chi utilizza l’estensione Quirk Search Status per Firefox può divertirsi ad analizzare cosa sta accadendo ai parametri di “valutazione” che importanti – anche se in alcuni casi discutibili – realtà come Alexa, SEOmoz e lo stesso Google hanno nel tempo attribuito a Punto Informatico.

Dunque, con un semplice depennamento dal tamburino, nelle informazioni su Punto Informatico la voce “De Andreis” è rimasta citata solo nel nome a dominio a cui appartengno i due indirizzi email utilizzati per i comunicati stampa e per redazione. C’è da chiedersi, a questo punto, fino a quando anche questi resteranno in uso ad Edizioni Master, l’editore che circa un anno fa ha acquistato la rivista.

Non resta che augurare allo staff attuale buona fortuna, sperando che al ricambio generazionale concretizzatosi sia all’interno che all’esterno della pubblicazione corrisponda un altrettanto cospicuo ricambio generazionale del parco lettori.

La Redazione

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  1. alfredo71 scrive:

    ma ddai se lo sai pure te che il “mitico” Paolo è da oltre 1 anno che non fa piu nulla per punto info! lo sanno tutti suuu….. Ha preso i soldini della vendita (tanti credo!!!) e poi si è dato ai viaggi, buon per lui….. Però basta ora col moralismo lamentoso dei finti delusi, è cambiato pure il papa ma i cattolici in chiesa ci vanno ancora ;) l’america ha pure un presidente nero….. ce faremo na ragione pure pe sto c. de sito!!!

  2. La Redazione scrive:

    Caro Alfredo,

    tutti “sappiamo”, ma quando si scrive qualcosa che va a finire su Gnews, bisogna ricondursi a dichiarazioni che siano in qualche modo “ufficiali”, altrimenti si perde – giustamente – in credibilità.

    Nessuno nega che dietro alla dipartita dei fratelli De Andreis ci sia stata una transazione economica (altrimenti perché l’avrebbero ceduto?), tuttavia resta il fatto “ufficiale” – citato nei link – che la vicenda non avrebbe dovuto chiudersi con la loro totale estromissione.

    Il problema che resta, evidentemente, è la diversità della “guida”, che farà perdere, anzi, ha già fatto perdere a PI quella sua caratteristica esclusiva, facendolo assomigliare più a “uno come tanti altri” che al vecchio, “vero” PI, questo è tutto.

    Poi, certo che tutti ce ne siamo fatti una ragione: non si potrebbe fare altrimenti, del resto. Di lato a tutto questo, per chi conosce il modus operandi di Paolo, rimane anche (e Paolo lo dice, tra le righe, sul suo blog) che difficilmente finirà così: Paolo non è tipo che si “accontenta” del semplice blog personale. Siamo tutti convinti che la sua penna, quando meno ce lo aspetteremo, risorga alle luci della internettiana ribalta.

    Un saluto,

    La Redazione

  3. luigi scrive:

    Uhm, io penso che il nuovo editore si sia parato il c. facendogli firmare un patto di non concorrenza per un bel po di anni…

  4. gino scrive:

    Signori, la baracca Punto stava affondando poichè in rosso fisso da anni. Edizioni Master l’ha salvata investendoci 2 milioni di euro sopra, finiti in tasca ai fratelli deandreis che hanno venduto sapendo di andar via, altrimenti avrebbero tenuto una quota e non venduto il 100%.
    Vi prego, siamo concreti, guardiamo la realtà in faccia.
    I deandreis se volevano continuare a essere soli, non vendevano.
    E non vendevano tutto. Hanno preso i soldi e sapevano di andar via.
    E ora voi pure a incensarli! Fatemi il piacere.

    Quotone per Alfredo :)

  5. La Redazione scrive:

    Per Gino: non è nostra intenzione incensare alcuno, creda. Semplicemente siamo dispiaciuti che la rivista, senza la penna e la guida di Paolo, non è più la stessa, e si vede lontano un miglio, anzi, si legge.
    Per quanto attiene i retroscena economici, si potrebbe dire che sono scontati: nessuno avrebbe fatto troppo diversamente da così.
    Il “timore” (per quanto si possa avere a cuore il “temere” per quell’editore) è che l’investimento fatto, con la dipartita dei fratelli De Andreis (ma di Paolo, soprattutto), si sgretoli nel tempo: il suo “stile” era ciò che contraddistingueva PI, tutto qui.
    Un saluto,
    La Redazione

  6. Rocky B.R. scrive:

    Alfredo ha sparato a caso, Gino ha preso la mira e su qualcosa ha fatto centro, perche’ e’ piuttosto (ma non abbastanza) informato su certi fatti e trae delle conclusioni superficiali benche’ legittime alla luce di quel poco che sa.

    Per far capire che la realta’ potrebbe essere ben diversa dal quadro dipinto da Gino in cui si vedono due fratelli scappati con la cassa, faro’ un esempio di fantasia, in cui terro’ per buone le informazioni finanziarie, cioe’ la situazione di rosso in cui versava Punto: siamo nel 2007, i conti degli introiti pubblicitari sono sempre in calando, del resto i due fratelli sono sempre stati bravi a fare tecnoinformazione, l’advertising poteva andare bene finche’ Punto era una piccola realta’, ma ora e’ cresciuta per lettori e infrastruttura. Già tagliate le firme di alcuni editorialisti di prestigio, ma volendo garantire la sopravvivenza a Punto, che si può fare? Cedere a qualcuno più strutturato sul lato degli introiti. Si sondano possibili interessati.
    Tra gli editori ci sono anch’io e procedo con una trattativa che convince tutti, ma impongo il controllo assoluto altrimenti non se ne fa nulla. Decisione conseguente: cessione totale con promessa di affiancamento per un anno.

    Questo esempio potrebbe essere una possibile spiegazione al tutto e le frasi “I deandreis se volevano continuare a essere soli, non vendevano.” e “altrimenti avrebbero tenuto una quota e non venduto il 100%.” sarebbero state ipotesi non realizzabili se questo esempio fosse concreto…

    Che poi, l’allontanamento dei DeAndreis (che fino a una settimana fa erano attivi in Punto Informatico, anche senza firmare articoli in prima persona) possa danneggiare Punto, questo e’ concretamente un errore e io lo riconosco. Ma verra’ fuori, tra poco.

  7. La Redazione scrive:

    Quotone, consentitecelo, per “Rocky”. Il senso del nostro pezzo era infatti proprio questo: al di là delle (facilmente immaginabili, peraltro) dinamiche economiche e commerciali alle spalle dell’intera operazione, la dipartita dei De Andreis ha un prezzo addizionale sotto il profilo del feeling e dei contenuti. Un prezzo che la rivista pagherà, e molto caro. E del cui sopravvenire, a giudicare da come è stata condotta tutta l’operazione, l’editore non sembra aver tenuto conto: quotando, appunto, “Rocky”,lo vedremo nei prossimi mesi.
    Un saluto,
    La Redazione

  8. luigi scrive:

    Scusate, volevo solo segnalarvi da vecchio lettore di Mc microcomputer prima e Pc world dopo come questo Editore di cui parlate partendo da zero è diventato leader in Italia sbaragliando tutta la concorrenza.
    In più, se non sbaglio, è stato il primo ha investire somme considerevoli sul web. Non deve essere così sprovveduto.
    Penso che sappia il fatto suo.

  9. francesco scrive:

    Una domanda alla Redazione di nbtimes: perchè parlate così male di PI e poi lo mettete tra i consigliati in home page?

    • La Redazione scrive:

      Perché per il momento resta ancora un sito che offre un panorama abbastanza largo sullo scenario che tratta. Non ha (ancora) perso due doti fondamentali: l’immediatezza e l’impiego dei link, caratteristica che moltissimi altri, invece, hanno perso per strada o non hanno mai avuto. Se perderà (anche) queste doti, difficilmente potrà permanere in quell’elenco.

      Tuttavia non sembra che se ne parli male o, almeno, se questa è l’impressione data, vuol dire che non siamo riusciti a trasmettere il vero sentimento, che è solo quello del rincrescimento per vedere una pubblicazione, per com’era quando la si è conosciuta ormai “eoni fa”, come dice lo stesso Paolo, cambiata molto al confronto a com’è oggi.
      Ma, come diceva qualcuno qualche commento più su, “ci abitueremo”.

      Un saluto!
      La Redazione