Motorola, via da Torino. 370 a rischio, sindaco forse si incatena
Via 370 impiegati dalla Motorola di Torino. Il sindaco non la manda giù, forse si incatenerà ai cancelli
Roma – La crisi economica degli Stati Uniti si abbatte anche sull’Italia: lo stabilimento Motorola di Torino ha intenzione di levare le tende, lasciando a spasso 370 dipendenti. Ma c’è chi non esclude forme di protesta clamorose, come quella di incatenarsi ai cancelli dell’ingresso ed è proprio il sindaco della città.
Sergio Chiamparino, infatti, non la manda giù e dice al quotidiano La Repubblica: “La Motorola ha ingannato la città. Ha ottenuto, in via indiretta, 11 milioni di finanziamenti pubblici, ha goduto di una serie di vantaggi per insediarsi a Torino e nel giro di due giorni ha deciso di chiudere baracca e burattini”, dice Chiamparino nell’intervista.
“Fino alla scorsa settimana i dirigenti locali discutevano con il vicesindaco sulla possibilità di ampliare l’insediamento: chiedevano fino a 2000 metri quadrati in più. Poi in una località dell’Illinois, a Schaumburg, si è riunito il consiglio di amministrazione e ha semplicemente deciso di chiudere tutte le attività non commerciali in Europa”, ha aggiunto.
Chiamparino ha ricordato che il Politecnico aveva destinato all’insediamento una parte dei fondi europei a sostegno della ricerca. “Un investimento giustificato. I 370 ingegneri che hanno lavorato in questi anni a Torino hanno prodotto brevetti allo stesso ritmo dei loro colleghi statunitensi e per unanime ammissione il centro Motorola di Torino era uno dei migliori del gruppo”. Il sindaco nell’intervista auspica anche un intervento del governo nazionale nella vicenda.


































