Gmail era diventata Gfail… ma tutto è di nuovo a posto
Roma – In più di qualche blog si è letta questa perfida trasformazione del nome di Google Mail: GFAIL (fail significa errore, fallimento, per chi non conosce l’inglese).
In molti si sono sentiti persi, alcuni media locali hanno spiegato che, al momento del blocco, era comunque possibile accedere attraverso un client di posta elettronica come Outlook Express, opportunamente configurato.
In realtà non è accaduto nulla di grave: durante una normale manutenzione – spiegano da Google – la validazione degli account utente viene semplicemente eseguita a partire da un altro data center. Il bug si trovava in un pezzo di codice nuovo, il cui scopo è cercare di mantenere i dati correlati e trattati dall’utente interessato il più possibile geograficamente vicini all’utente stesso.
Il bug ha provocato un malfunzionamento proprio di questa caratteristica, causando sovraccarico per una sorta di… scaricabarile elettronico: i data center, per via del bug, si sono scaricati la responsabilità di prendersi in carico gli utenti uno di seguito all’altro, finché ce ne è stato uno che, vistosi rovesciare addosso troppe decine di migliaia di utenti da gestire, ha dato forfait.
Ormai tutto è tornato alla normalità e Google, per chi ha account Gmail a pagamento, risarcisce con 15 giorni di servizio gratuito.















[...] momento del black-out da chi si appoggia a Gmail per la propria posta elettronica. Anche perché, come si legge sul New Blog Times, in realtà l’incidente non aveva proporzioni così devastanti: Durante una normale [...]