Iran, alla Presidenza ci si candida con l’appoggio della Rete
Roma – La moda di impiegare Internet, i social network e il microblogging per guadagnare consensi prettamente politici sbarca in Iran: per le prossime elezioni, alcuni esponenti politici atterrano su Twitter, su Facebook e su YouTube.
Non siamo a Washington a novembre 2008, racconta ABC News. Siamo all’anno 1388 del calendario persiano. Ed è il segnale di un’attenzione che si solleva nel paese, a fronte di una società sempre più connessa al mondo high-tech. Grazie alla quale, nell’arco di circa un mese i cittadini iraniani decideranno se l’attuale Presidente Mahmoud Ahmadinejad dovrà lasciare la poltrona o sedervi per altri quattro anni.
I candidati in competizione sono 400, spiega la testata. Ma tre sono sotto il riflettore: il riformista Mehdi Karrubi, il democratico pro-riforma ex primo ministro Mir-Hossein Mousavi e il conservatore ex capo della guardia rivoluzionaria Mohsen Rezaie.
Mousavi è visto come il maggior sfidante e il più tecnico. La sua campagna elettorale ha una pagina su Facebook e un account su Twitter. Un video su YouTube di circa due minuti illustra i suoi indirizzi: devozione rivoluzionaria, la sua esperienza nella guerra Iran-Iraq e la sua assenza dal mondo politico per circa 20 anni.














