Rapporto sul summit RPM alla OpenSuSE Conference
Roma – Lo scorso mese si è tenuta la OpenSUSE Conference, durante la quale sviluppatori di Red Hat e SuSE hanno parlato del futuro dell’ecosistema RPM, uno dei metodi attraverso cui si distribuiscono pacchetti software in ambiente Linux.
C’è online un completo resoconto dell’incontro relativamente all’argomento, pubblicato da Stick’s Corner, dal quale può desumersi una sorta di “Roadmap” per il sistema RPM.
Gli esperti stanno dunque tracciando la strada che gli sviluppatori probabilmente seguiranno nelle future evoluzioni di RPM, tra cui l’impiego di determinate parole chiave legate alle dipendenze e l’esame della possibilità di implementare le cosiddette soft-dependencies in YUM, il sistema di aggiornamento.
A ben guardare, il mondo della distribuzione dei pacchetti installabili è ormai diviso in due: da un lato c’è Debian e tutte le distribuzioni derivate (come Ubuntu), che utilizzano pacchetti .DEB, e dall’altra il mondo Novell/RedHat, che continua ad orbitare intorno al sistema RPM.
Gli esperti, tuttavia, ancora oggi preferiscono la tarball (il file con i sorgenti e gli script di compilazione e installazione, così chiamato perché tutto l’albero di file e cartelle è compresso in un file unico, utilizzando TAR e GZIP).














