Pakistan, tornano YouTube e Facebook. Con riserva
Roma – Il Ministro dell’Interno pakistano, Rehman Malik, ha fatto sapere di aver disposto la rimozione del blocco totale a siti come Facebook e YouTube, spiegando che “Abbiamo discusso della questione durante una riunione di governo ed ho detto ai miei colleghi che bloccare i siti web non è la cosa giusta da fare. Solo le pagine che contengono materiale blasfemo devono essere bloccate, non gli interi siti web”.
Tuttavia, una fonte che ha chiesto di restare anonima in quanto non autorizzata a riferire, ha fatto sapere a questa Redazione che la rimozione non sarà definitiva né totale.
Secondo la fonte, i sistemi di filtraggio adottati nel paese impiegano metodi molto simili a quelli adottati in Cina, dove si è assistito ad aperture parziali verso Google intercettate nel caso in cui le query inviate contengano termini non approvati dal governo.
Dunque, secondo la fonte in Pakistan potrebbe prospettarsi una situazione analoga: qualora i sistemi vedano transitare termini che il governo ritiene opportuno dover censurare, interverrebbero. In tal caso, la prospettata “riapertura” sarebbe esclusivamente parziale e ricorderebbe molto da vicino un meccanismo censorio ancora pienamente funzionante.













