Investimenti aziende in calo, rischio lavoro in aumento. Viva LinkedIn

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 28/11/2008
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Roma – IDC ha pubblicato uno studio in cui conferma il rallentamento degli investimenti delle aziende nel segmento dei servizi: nel 2009 è prevista una crescita di poco più del 5 per cento, cioè 1,5 punti in meno rispetto alle stime precedenti.

A fare le spese della recessione, dunque, saranno in gran parte proprio quelle attività che operano nel settore dei servizi alle imprese: secondo IDC la regressione toccherà progressivamente tutti i mercati mondiali. Fino al 2012 l’azienda stima una crescita del mercato delle consulenze non superiore al 3 per cento.

Nonostante l’ottimismo del Presidente Napolitano, a cui fa eco a quello del Premier Berlusconi, gli effetti della crisi si fanno sentire: ne discutono oggi gli imprenditori, riuniti presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia di Porto d’Ascoli, in un convegno indetto dall’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) dal titolo: “Quali effetti sociali ed economici deriveranno dalla crisi finanziaria internazionale?“.

Nel frattempo, il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan propone il federalismo fiscale per superare la crisi, mentre «a poche ore dall’incontro previsto a palazzo Chigi con il governo, le Regioni respingono fermamente qualsiasi decisione unilaterale», spiega La Repubblica.

Non vi sono più, di fatto, veri e propri confini nazionali entro i quali la crisi si avverte in modi sostanzialmente diversi: negli States, titola oggi in prima pagina il New York Times, «le grandi catene offrono grandi sconti e pregano». Ci si aspetta offrano grandi “affari”, durante una delle più dure stagioni prenatalizie negli ultimi anni, sottotitola il quotidiano.

Altro fantasma oscuro è quello del rischio di perdita del lavoro: ne ha discusso ieri su RAI2 la trasmissione Annozero ed oggi International Herald Tribune conferma che è proprio quel rischio ad alimentare la maggiore frequentazione di siti come LinkedIn e Xing, sui quali chi si sente a rischio cerca strumenti per evitare di restare “fuori dal giro”.

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