È ora di «usare» Google? Riflessioni «aziendali»

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 30/06/2015
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L’idea di sfruttare, in ambito aziendale, alcuni servizi IT a pagamento di realtà come Google o Microsoft, come ad esempio la posta elettronica, va senz’altro valutata. A condizione, come sempre, di sapere con chi si ha a che fare.

Roma – Sul sito Siamo Geek un articolo propone una riflessione sull’opportunità di iniziare a impiegare i servizi a pagamento di uno dei giganti del Web (Google o Microsoft) per gestire la posta elettronica aziendale, in luogo di una gestione “in proprio”.

Le riflessioni sono senz’altro meritevoli di lettura e considerazione. Vanno tuttavia tenute presenti molte altre questioni, alcune delle quali emergono leggendo i primi commenti lasciati all’articolo.

Ad esempio, l’opzione non sarebbe proponibile per le banche svizzere (l’autore dichiara di non essersi rivolto, col proprio articolo, agli istituti di credito, benché dal testo non si evinca esplicitamente), per questioni “filosofico-architetturali”.

Altri intravedono in quella scelta una minaccia alla stabilità di certi ruoli interni all’azienda e allo svolgimento di certe loro attivià “non trasparenti” (anche qui l’autore sottrae l’articolo dal campo).

Altri ancora ne intravedono vantaggi, specialmente sotto il profilo dei centri di costo, non esplicitati dall’autore; c’è chi sottolinea la non-generalizzabilità di una soluzione, chi – avendo ben presente la realtà lavorativa in cui vive – ne fa un “flash”, da cui emergono dettagli ai quali è bene pensare, eccetera.

Potremmo dire che, in definitiva, è una possibilità sulla quale occorre senz’altro riflettere a condizione, come sempre, di sapere con chi si ha a che fare nel momento in cui ci si pone in relazione e, in certo qual modo, in dipendenza da giganti come Google o Microsoft (ma vale anche per Amazon, CloudFlare, chiunque), sotto tutti i profili.

Poiché gli elementi a cui prestare attenzione sono tanti e, spesso, non facilmente comprensibili, ogni buon leader dovrebbe cogliere l’occasione per ricordare il principio di delega. E la delega non può che andare a una buona amministrazione IT, che nelle realtà più grandi è fatta da più persone e confluisce nella figura del CIO (Chief Information Officer) e del CTO (Chief Technical Officer), forse le prime sulle quali investire per tutelare il buon funzionamento dell’organizzazione sotto quel profilo.


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